giovedì 21 marzo 2019

Madre Canopi è tornata al Padre


                                         Tu che fai la notte chiara come il giorno
                                         ascolta la preghiera che t'innalziamo
                                         per tutti i popoli della terra.
                                         Su ogni uomo di brevi giorni,
                                         con poche gioie e molti dolori
                                         stendi la tua mano benedicente,
                                         affinchè giungiamo tutti insieme
                                         alla santa, celeste Gerusalemme,
                                         dove canteremo senza fine la tua gloria
                                         con il coro degli angeli, dei santi e delle stelle.
                                     
                                         Amen




Nel dies natalis di san Benedetto è mancata madre Anna Maria Cànopi, badessa e fondatrice dell'abbazia Mater Ecclesiae sull'Isola di San Giulio d'Orta, autorevole voce della Chiesa cattolica, autrice feconda di numerosi testi di meditazione, spiritualità e poesia.
Il monastero ferrarese di sant'Antonio in Polesine ha la grazia di ospitare alcune sue discepole dirette; a loro e a tutte le monache ci stringiamo, consapevoli che per i credenti l'unico saluto è un arrivederci

                                          Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo;
                                            se invece muore, produce molto frutto

mercoledì 13 marzo 2019

L'antica "Via dei Sabbioni" nelle pagine di Giulio Righini


Giulio Righini, 1884-1965, avvocato, combattente volontario nella prima guerra mondiale (e molte altre cose, che potete leggere qui) fu anche apprezzatissimo storico dell'urbanistica ferrarese.
Recuperiamo un breve brano dal suo contributo Come si è formata la città di Ferrara, contenuto in Atti e Memorie della Deputazione Provinciale Ferrarese di Storia Patria, vol. 2/14, Rovigo 1955.

«La Via dei Sabbioni corrispondeva al percorso delle attuali vie Saraceno, Mazzini e Garibaldi: l'odierna Piazza di Ferrara allora non esisteva. La lunga Via che congiungeva il Castrum Ferrariae al Castel Tedaldo e cioè l'attuale zona di Porta S. Pietro con la estremità dell'attuale Rione Giardino, e che era detta dei Sabbioni per esser stata spianata de sablone come ricorda Ricobaldo, il più antico storico di Ferrara, segnava il limite nord della città, la quale a sud finita sulla riva del Po. Senza i borghi, quindi, uno sviluppo longitudinale di circa un chilometro, ed una larghezza di quattro o cinquecento metri, per cui Ferrara si svolgeva in senso parallelo al Po, tutta appoggiata a questo suo fiume, che ne faceva una tipica città fluviale, avvivata di traffici e di movimento. Ne restava ancora un riflesso nel sec. XVI quando l'Aleotti (1546-1636) scriveva "Ond'è che i nostri tempi vedemmo navigabili i rami del Po, per modo che abbiamo ammirato la grandissima quantità delle navi da gabbia che provenendo d'Inghilterra e di Fiandra solevano scaricare a Ferrara come in sicurissimo porto le molte merci, della quali Venezia oggi si è fatta dispensiera in Lombardia. Il che potrebbe parer difficile a credersi per chi ciò non vide"».

L'articolo completo è consultabile in Biblioteca; ricordiamo ai gentili utenti che quando il formato dei testi lo permette il personale effettua il servizio di scansione dei testi, che possono quindi essere richiesti via mail.

giovedì 7 marzo 2019

Josquin Desprez e la Missa Hercules Dux Ferrariae


Josquin Desprez, 1450ca-1521, fu un compositore fiammingo, dapprima cantore ducale al servizio degli Sforza, poi presso la Cappella Pontificia per approdare infine alla raffinatissima corte di Ercole I d'Este. Lasciò la nostra città nel 1504, per sfuggire a un'incipiente epidemia di peste. Lo sostitutì Jacob Obrecht, ma il suo soggiorno ferrarese fu doppiamente sfortunato: morto Ercole I nel 1505 rimase senza lavoro, e lo colse in pieno il temuto contagio che aveva causato l'allontanamento di Josquin.

Seguiamo Lewis Lockwood che ne parla nel sesto volume della "Storia di Ferrara" uscita nel 2000 per i tipi di Corbo:
«Durante l'anno trascorso a Ferrara, Josquin fu il membro più importante di una delle migliori cappelle musicali d'Europa, orgoglio di Ercole e dell'intera corte ferrarese. E per Ercole Josquin scrisse almeno tre opere degne di nota: due mottetti, incluso il famoso Miserere mei, Deus e la grande messa per Ercole che usa il nome del suo mecenate come base stessa del cantus firmus: la Missa Hercules Dux Ferrarie. Il tema di questa messa deriva infatti dalle sillabe del nome del destinatario: le vocali di Hercules Dux Ferrarie danno origine alla sequenza: RE, UT, RE, UT, RE, FA, MI, RE (=d c d c d f e d)».

Si tratta della tecnica «a soggetto cavato», che sarà poi di ispirazione per altri compositori di opere analoghe.

giovedì 28 febbraio 2019

Ottavario di preghiera per santa Caterina Vegri


Come ogni anno, in occasione della ricorrenza del dies natalis della santa, i due conventi gemelli del Corpus domini nei quali visse le dedicano l'ottavario di preghiera; per  tradizione quello ferrarese si svolge durante la settimana precedente il 9 marzo e quello bolognese nella settimana seguente.
Il programma di questa edizione è molto nutrito, di seguito gli appuntamenti che avranno luogo presso il convento cittadino della clarisse (via Campofranco 1 a Ferrara)

Sabato 2 marzo
ore 16,30 Una bellezza sorprendente: Laura Vincenzi
Presentazione di Lettere di una fidanzata a cura di Guido Boffi
intervengono Guido Boffi, mons. Massimo Manservigi vicario generale
Letture a cura di Gian Filippo Scabbia
Accompagnamento musicale di Roberto Berveglieri
ore 21 Il dodicesimo giardino. Viaggio spirituale con Caterina Vegri. Piccolo oratorio per soli, coro, archi e arpa. Musica di Giorgio Zappaterra

Domenica 3 marzo
ore 16 La santità "imperfetta"
D. Gianni Marmorini presenta il suo libro Isacco il figlio imperfetto insieme a Lidia Maggi, biblista

Martedi 5 marzo
ore 21 Attratti da una bellezza
in preghiera con i giovani

Sabato 9 marzo
ore 16 La santità per tutti
riflessioni sull'Esortazione apostolica Gaudete et exsultate con Cristina Simonelli, teologa

Ogni pomeriggio è possibile visitare la Cappella del forno dove avvenne il miracolo del pane e nei locali esterni del monastero la mostra su Laura Vincenzi Nulla è per caso

Dall'1 al 9 marzo
ore 18 Vespri
ore 18,30 Celebrazione eucaristica

Info 0532 207825 clarisse.ferrara@gmail.com


mercoledì 20 febbraio 2019

Le custodi del sacro


Nel 1999 uscì un volumetto prezioso, purtroppo mai più ristampato, volto a ricostruire «le strutture monastiche femminili sia dal punto di vista architettonico-artistico sia attraverso la storia degli Ordini religiosi e delle donne che hanno delineato il profilo sacro della città a partire dal XII secolo fino ai nostri giorni».
Alla funzione storico-documentaria, la struttura del volume affianca una pratica ripartizione in tre itinerari, «nei quali si intrecciano le vicende delle comunità religiose ivi sorte, le condizioni sociali e politiche che spesso ne hanno favorito l'origine, l'ambiente in cui si sono sviluppate ma soprattutto le notizie, gli aneddoti, le biografie dei personaggi femminili che qui hanno vissuto o vivono».

Oggetto della ricerca, come già dichiara il titolo, "Le custodi del sacro": «pie donne, beate, sante, ma il più delle volte solo donne costrette al convento per ragioni patrimoniali e dinastiche o per sfuggire ad una tragica condizione di miseria e di abiezione. Personaggi noti e fatti oggetto di venerazione ma anche personaggi di secondo piano pressoché sconosciuti che difficilmente avrebbero rivisto la luce. Personaggi definiti come di consueto "minori" perché la loro notorietà non ha superato l'ambito cittadino o quello religioso, ma non per questo trascurabili per il ruolo assunto nella vita esterna prima e poi nella cornice storica della propria comunità».

Dal volume avevamo già attinto notizie quando parlammo del convento di Santa Giustina, e certamente ancora ci farà da guida questa preziosa e attenta indagine curata dalle donne di F.I.D.A.P.A. Ferrara; nel frattempo invitiamo quanti volessero consultare il libro a recarsi presso la nostra sede (il volume infatti rientra nel fondo locale, e quindi non è accessibile al prestito) negli orari di apertura e alle norme di regolamento.

giovedì 14 febbraio 2019

Il carteggio di Boldini a Parigi


Nel rammentare a tutti l'imminente inaugurazione della mostra "Boldini e la moda", che andrà in scena a Palazzo dei Diamanti dal 16 febbraio al 2 giugno 2019, segnaliamo che Barbara Guidi, curatrice e responsabile della Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, nel 2015 ha pubblicato le lettere scritte dal pittore durante il suo soggiorno parigino.
Pubblichiamo qualche riga dalla presentazione, invitando quanti volessero approfondire a recarsi presso la Biblioteca nell'orario di apertura al pubblico. Il volume fa parte del fondo locale e quindi non è accessibile al prestito, ma è comunque consultabile presso la nostra sala studio.


«La fermezza con la quale l'anziano Boldini iniziò a manifestare, nell'ultimo decennio di vita, il desiderio di essere ricordato nella sua città natale attraverso la costituzione di un museo a lui dedicato, così come la meticolosità con cui conservò le proprie opere e i documenti attinenti la sua lunga carriera - in particolare, un corposo archivio fotografico dei dipinti fatti censire da lui stesso e la corrispondenza, in gran parte relativa alla professione di pittore - sono indicativi di una piena coscienza del proprio percorso, anche in rapporto al panorama sociale e culturale di cui fece parte.
Insieme alle opere, ai mobili, ai cimeli e ad altri oggetti personali rimasti in possesso dell'asse ereditario e confluiti nel museo ferrarese in momenti diversi, attraverso lasciti e acquisizioni avvenuti tra il 1934 e il 1979, la corrispondenza intrattenuta dal pittore tra il 1871 e il 1930 con un'ampia cerchia di intelocutori - artisti, letterati, intellettuali, critici, giornalisti, mercanti, musicisti, collezionisti, nobili, politici e altro ancora - concorre a fare dell'odierno Museo Giovanni Boldini un documento storico e culturale ricco, complesso e variegato, capace di parlare a un tempo del pittore e dell'epoca di cui si fece interprete. Pur nella consapevolezza che un epistolario non possa rappresentare l'unico strumento di lettura critica dell'opera di un artista, nondimeno è certo che esso costituisce un sussidio fondamentale per approfondirne la conoscenza».

lunedì 11 febbraio 2019

La Bibbia dell'amicizia


Mercoledi 13 febbraio p.v. alle ore 18 presso l'Istituto di cultura "Casa Giorgio Cini" - via Boccacanale di Santo Stefano 24 si svolgerà un interessante confronto dal titolo "La Bibbia dell'amicizia - ebrei e cristiani commentano la/e Scrittura/e.

La conversazione sarà condotta da:
Shemuel Lampronti dell'Università di Warwick,
Giulio Michelini ofm dell'Istituto Teologico di Assisi
modera Piero Stefani, presidente del Segretariato Attività Ecumeniche.

L'incontro è promosso da:
Ufficio Catechistico Diocesano - Servizio Apostolato Biblico
Ufficio Ecumenismo e Dialogo interreligioso
Ufficio per la Cultura
Istituto per la Cultura Casa Giorgio Cini

Altre informazioni si leggono qui e qui.

Scoperto un nuovo affresco nella chiesa di Sant'Antonio in Polesine, a Ferrara

  Un importante restauro sta avendo luogo presso il convento ferrarese delle Monache Benedettine, sant'Antonio in Polesine . Qui Federic...