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venerdì 28 marzo 2025

Scoperto un nuovo affresco nella chiesa di Sant'Antonio in Polesine, a Ferrara

 

Un importante restauro sta avendo luogo presso il convento ferrarese delle Monache Benedettine, sant'Antonio in Polesine. Qui Federica Gigante, ricercatrice dell'Università di Cambridge, ha scoperto l'affresco di una tenda islamica. La tenda in oggetto è ritratta nei dettagli e “potrebbe essere l’unica a grandezza naturale pervenuta fino a noi”. L’articolo relativo è stato pubblicato sul Burlington Magazine, antica e prestigiosa rivista d’arte, presente sul mercato dal 1903, e poi ripreso dall’Avvenire di mercoledì 26 marzo 2025. Della storia dell’oggetto non si sa nulla; potrebbe essere un dono alla famiglia estense che governava al tempo la città e che aveva dato i natali alla fondatrice del monastero, si tratta in ogni caso di una scoperta importantissima, sullo sfondo di una città che da centro di primaria importanza come avamposto bizantino si appresta a diventare una vera e propria “capitale” rinascimentale, quale Ferrara sarà al tempo dello splendore conferitole da Leonello prima, da Borso ed Ercole poi.

lunedì 8 marzo 2021

Ricordando madre Cànopi

 


Ricorre in questi giorni il secondo anniversario della morte di madre Anna Maria Canopi, benedettina, prima badessa dell'abbazia Mater Ecclesiae, da lei fondata sull'isola di San Giulio d'Orta. Mentre ne celebriamo il ricordo, rileggiamo poche brevi parole da un suo prezioso libretto, Voi mi conoscete, Lectio divina sulla vita consacrata, uscito a Roma nel 1981 per la casa editrice delle Paoline.

«L'itinerario della conoscenza di Cristo coincide con lo stesso itinerario della fede e dell'amore. L'io deve imparare a tacere e ad ascoltare; la mente deve imparare a lasciar cadere le impalcature dei suoi concetti e dei suoi ragionamenti; il cuore deve imparare la strada dell'esilio per andare lontano da tutto quanto lo tiene attaccato ai suoi vecchi e tristi amori.
Per conoscere il Cristo, e quindi conoscere il Padre, nella luce dello Spirito Santo, bisogna prima di tutto liberarsi dalle proprie categorie mentali, purificare la mente e il cuore da tutti quei modi di vedere e di sentire che sono una proiezione del nostro io o comunque un'ambigua rappresentazione del Dio trascendente. È necessario passare attraverso una esperienza di spoliazione che ci porta a toccare il fondo della nostra ignoranza e a scoprire l'infinita distanza esistente tra la nostra intelligenza e la Sapienza divina, tra i nostri pensieri e i pensierio di Dio. Questa è l'ora in cui ci si imbatte - come Mosè (cfr Es 3,2-6) - nel roveto ardente; l'ora in cui ci si rende conto di non poter avanzare, così vestiti e calzati come si è, nella terra santa che ci sta davanti, e si sente perciò l'esigenza di lasciar cadere, fino all'ultimo lembo, tutto il rivestimento fittizio che ci fa da schermo, per presentarci totalmente indifesi al fuoco divorante della Verità. Può essere anche l'ora in cui - come Abramo (Gn 15,12) ci si sente colti all'improvviso da un mai sperimentato "torpore", da un "oscuro terrore", che è il fremito della nostra fragile natura toccata dal divino, caduta nelle mani del Dio vivente. Nella misura in cui ci si sente chiamati e totalmente visti, conosciuti da colui che è Presente, si ha la percezione del proprio nulla. Ma a poco a poco si va scoprendo in lui il senso e il valore unico della propria esistenza in mezzo alla sterminata moltitudine delle altre creature. E si intuisce, nell'intimo, il peso di quel nome, l'importanza di quell'unico e irrepetibile incontro che pone un sigillo su di noi, un sigillo che è come una ferita profonda; un dolore e una gioia senza nome, che hanno il sapoere indefinibile e insieme inconfondibile dell'esperienza del mistero divino».

martedì 14 gennaio 2020

Solennità dei santi di casa d'Este

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Quest'anno il triduo di preghiera dedicato alla beata Beatrice II d'Este verrà predicato da don Francesco Viali, direttore dell'Ufficio per la Pastorale Sociale, Lavoro, Giustizia, Pace e Salvaguardia del Creato e vicario parrocchiale dell'Unità pastorale di Borgovado.
Il ciclo liturgico avrà inizio domani, mercoledì 15 gennaio alle 16,45 con la preghiera dei Vespri cantati dalla comunità monastica a cui farà seguito la santa Messa delle 17,30. Anche il giorno successivo  16 gennaio la liturgia manterrà gli stessi orari.
Venerdì 17 gennaio solennità di sant'Antonio abate cui il monastero è titolato, la santa messa sarà celebrata da don Fabio Ruffini alle ore 10,30; nel pomeriggio si potranno nuovamente seguire i vespri ed assistere alla santa Messa delle 17,30.
Sabato 18 gennaio solennità della beata Beatrice II d'Este fondatrice del monastero, la messa delle 10,30 sarà celebrata da don Paolo Bovina, e ai vespri delle 16,45 seguirà la concelebrazione eucaristica presieduta dall'Arcivescovo Mons. Gian Carlo Perego.
Domenica 19 gennaio il vicario generale Mons. Massimo Manservigi chiuderà le celebrazioni con la santa Messa delle 10,30 dedicata ai santi di casa d'Este.
Il Monastero di sant'Antonio in Polesine sorge nel nucleo più antico della città, come illustrato qui, nell'oasi senza tempo di vicolo del Gambone 15/a.

giovedì 21 marzo 2019

Madre Canopi è tornata al Padre


                                         Tu che fai la notte chiara come il giorno
                                         ascolta la preghiera che t'innalziamo
                                         per tutti i popoli della terra.
                                         Su ogni uomo di brevi giorni,
                                         con poche gioie e molti dolori
                                         stendi la tua mano benedicente,
                                         affinchè giungiamo tutti insieme
                                         alla santa, celeste Gerusalemme,
                                         dove canteremo senza fine la tua gloria
                                         con il coro degli angeli, dei santi e delle stelle.
                                     
                                         Amen




Nel dies natalis di san Benedetto è mancata madre Anna Maria Cànopi, badessa e fondatrice dell'abbazia Mater Ecclesiae sull'Isola di San Giulio d'Orta, autorevole voce della Chiesa cattolica, autrice feconda di numerosi testi di meditazione, spiritualità e poesia.
Il monastero ferrarese di sant'Antonio in Polesine ha la grazia di ospitare alcune sue discepole dirette; a loro e a tutte le monache ci stringiamo, consapevoli che per i credenti l'unico saluto è un arrivederci

                                          Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo;
                                            se invece muore, produce molto frutto

mercoledì 16 gennaio 2019

Solennità della beata Beatrice II d'Este


Come ogni anno, presso il monastero di Sant'Antonio in Polesine verrà celebrata la solennità della beata Beatrice II d'Este, fondatrice del monastero. Il triduo verrà predicato da don Andrea Zerbini.

Questo il programma:
Mercoledi 16 gennaio 
ore 16:45 Vespri
ore 17:30 Santa Messa

Giovedi 17 gennaio - solennità di sant'Antonio abate
ore 10:30 Santa Messa
ore 16:45 Vespri
ore 17:30 Santa Messa

Venerdi 18 gennaio - solennità della beata Beatrice II d'Este
ore 10:30 Santa Messa
ore 16:45 Vespri
ore 17:30 Solenne Concelebrazione Eucaristica
                 presieduta da S.E. Mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio

ogni giorno, al termine della santa Messa, avrà luogo una breve funzione nella Cappella della Beata Beatrice


Scoperto un nuovo affresco nella chiesa di Sant'Antonio in Polesine, a Ferrara

  Un importante restauro sta avendo luogo presso il convento ferrarese delle Monache Benedettine, sant'Antonio in Polesine . Qui Federic...