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martedì 2 marzo 2021

Universalità del messaggio di Raimon Panikkar


La speculazione filosofica e teologica di Raimon Panikkar si colloca alla confluenza tra esperienza cristiana e indù. La sua peculiare formazione ecumenica ne fa un protagonista di primo piano del dialogo interreligioso. Per illustrare l'universalità della sua vocazione, la biografia riportata nel sito ufficiale usa queste parole:
«Nell'Induismo e nel Buddhismo egli aveva trovato altri linguaggi, oltre l'ebraico biblico, la filosofia greca e il cristianesimo latino, per esprimere le convinzioni di fondo (il kerigma) della tradizione cristiana».

Dalla sua sterminata produzione libraria, leggiamo poche parole contenute in Vita e parola, Milano, Jaca 2010; segnatamente, al paragrafo L'esperienza vedica. Mantramanjari:
«Una delle più stupende manifestazioni dello Spirito è indubbiamente quella che ci è pervenuta sotto il nome generico di Veda. L'Epifania vedica appartiene all'eredità dell'uomo, e come avviene nel caso della maggior parte dei valori religiosi e culturali dell'umanità, si è più fedeli alla sua vocazione più profonda se la si condivide fraternamente con l'intera umanità, piuttosto che limitarsi a preservarla scrupolosamente come se si dovesse custodire un tesoro tenuto sotto chiave e quasi nascosto. Tale condivisione non deve però trasformarsi né in una profanazione, con il pretesto di recare profitto agli altri, ma  dovrebbe essere una comunicazione vivente, o addirittura una comunione, libera però da qualsiasi ombra di propaganda o proselitismo. Queste pagine non intendono trasmettere dunque semplici informazioni, ma un messaggio che potrebbe indurre a una trasformazione interiore. 
Questa antologia mira a presentare i Veda come un'esperienza umana tuttora valida e in grado di arricchire e stimolare l'uomo moderno nel suo tentativo di adempiere il proprio compito in un'era in cui, nel bene come nel male, la sua sorte è indissolubilmente legata a quella dei propri simili ed egli non può più permettersi di vivere nell'isolamento».

lunedì 24 settembre 2018

Un convegno sul dialogo interreligioso

(immagine tratta dal sito Estense.com)

Domani, martedi 25 settembre, presso il teatro parrocchiale di Santa Francesca Romana avrà luogo il convegno Una voce di silenzio sottile. L'evento, che rientra nel percorso "Religioni e culture per la pace", si articolerà in due momenti: alle ore 18 verrà presentato il libro "Il folle sogno di Nevè Shalom Wahat al-Salam", nome del villaggio situato tra Tel Aviv e Gerusalemme in cui convivono ebrei, arabi, cristiani, musulmani e diversamente credenti.
Alle h. 21 si parlerà della "Stanza dei culti e del silenzio" dell'ospedale di Cona, interessante esperienza di condivisione dello spazio sacro tra praticanti di ogni credo religioso. Interverranno Hassan Samid, del Centro di cultura islamica di via Traversagno, Oksana Kovalev della Chiesa russa ortodossa, Luciano Sardi per la Chiesa evangelica battista, Jean Bosna Ticu-Janel della Chiesa evangelica "Il fiume del risveglio". Moderatore Piero Stefani, sarà presente il vicesindaco Massimo Maisto.

Scoperto un nuovo affresco nella chiesa di Sant'Antonio in Polesine, a Ferrara

  Un importante restauro sta avendo luogo presso il convento ferrarese delle Monache Benedettine, sant'Antonio in Polesine . Qui Federic...