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giovedì 20 febbraio 2020

Nuova acquisizione per il fondo locale

Biagio Rossetti
1444-1516
Architettura e documenti


In occasione delle celebrazioni per i cinquecento anni dalla morte di Biagio Rossetti venne pubblicata una corposa raccolta di saggi da oggi consultabile presso la nostra Biblioteca. La curano Francesco Ceccarelli, Andrea Marchesi, Maria Teresa Sambin De Norcen, con un importante profilo biografico  dell'artista curato da Daniele Pascale Guidotti Magnani.


Ne leggiamo assieme qualche cenno, invitandovi poi ad approfondire presso la nostra Sede.
«È trascorso quasi un secolo da quando Adolfo Venturi pubblicò il primo esauriente profilo storico critico dell'opera di Biagio Rossetti a Ferrara, dedicandogli nella sua monumentale Storia dell'arte italiana un numero di pagine di gran lunga superiore a quello riservato a tutti gli altri architetti emiliani del Rinascimento. Questa limpida sintesi storiografica, che avrebbe condizionato ogni studio posteriore sull'argomento, fissò dei caposaldi attributivi ancora oggi in larga parte accettati, i quali a loro volta si basavano sia sull'accurata indagine autoptica degli edifici, sia sulle interpretazioni, talora estensive, formulate a partire da una ricchissima documentazione archivistica, quella degli antichi archivi Estensi, resasi disponibile per le nuove ricerce filologiche e da lui esplorata con sistematicità e passione.
[...]
Per quanto riguardava l'architettura ferrarese del Rinascimento, la sua "riscoperta" prese l'avvio, come si dirà, nella prima metà dell'Ottocento e fu in buona parte accompagnata proprio da una parallela rivalutazione della figura di Biagio Rossetti, il cui nome affiorava ripetutamente dalle carte contabili via via scrutinate dai ricercatori, le quali lasciavno intravedere la sua presenza in una miriade di cantieri con responsabilità polivalenti e trasversali, da quella di manovale specializzato fino ai ruoli di appaltatore e di sovrintendente alle fabbriche in qualità di ducalis architectus

Il libro è uscito nel 2019 per i tipi di Bononia University Press.

lunedì 8 aprile 2019

La Fortezza del Papa


Nel 1990 per i tipi di Liberty House esce un'antologia di studi dedicati alla fortificazione voluta dal papa all'indomani della devoluzione della città allo stato pontificio. Contribuirono alla raccolta studiosi di primo piano del tessuto storico ferrarese: Luciano Chiappini, Antonio Samaritani, Lucio Scardino, Laura Guidi, Silvano Ghironi, Giacomo Savioli, Marica Peron.

Leggiamo insieme qualche riga tratta dal contributo di Luciano Chiappini:
«Viene edificata per volontà del papa Clemente VIII Aldobrandini, non appena la Chiesa è reintegrata nel suo possesso di Ferrara. Non di facile interpretazione i presupposti della sua erezione. Sicuro l'intento di una rafforzata difesa da temute sollevazioni interne. Maggiormente accreditabili, tuttavia, le finalità di difesa esterna, nella direzione di Modena, date le non sopite rivendicazioni estensi, da una parte e, dall'altra, nella direzione di Venezia, la nemica tradizionale di Ferrara, sempre intenta a cogliere l'occasione per arrivare oltre Po, così come ad impedire che potenze di un certo rilievo si avvicinino ai suoi confini. Qualche cronista del tempo ipotizzò un fondato timore da parte del Papa nei confronti della nobiltà ferrarese, un'aristocrazia terriera profondamente riottosa, ostile ad ogni accenno d'apertura sociale, se non addirittura culturale in senso lato».


«Per far posto a quest'opera grandiosa che fu la più insigne del nuovo governo, si intervenne su un'area vastissima fitta di case e di monumenti antichi. Sin dal 22 luglio 1598 era stato ordinato a Scipione Gilioli, Giudice dei Savi, di predisporre il piano dei lavori per la nuova fortificazione. Tuttavia tale decisione non ebbe immediato seguito, "essendosi contento esso Pontefice che per allora [sussistendo taluni problemi] s'armassero que' tre baluardi che havea fatti fabricare il Duca Alfonso verso il Borgo di S. Luca e di S. Iacomo"»
Silvano Ghironi, La "spianata", i progettisti e la costruzione della Fortezza di Ferrara.

A chi volesse approfondire l'argomento, oltre che il volume consultabile in biblioteca, consigliamo la lettura della voce ex Fortezza pontificia, nel sito "Ferrara nascosta" dal quale abbiamo tratto la seconda foto, e dell'articolo La Fortezza, XVI secolo ca., nel sito Lorettaweb sulla storia della città.

Scoperto un nuovo affresco nella chiesa di Sant'Antonio in Polesine, a Ferrara

  Un importante restauro sta avendo luogo presso il convento ferrarese delle Monache Benedettine, sant'Antonio in Polesine . Qui Federic...