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giovedì 26 settembre 2024

Il nuovo romanzo di Marco Bonora

 

Martedì 1 ottobre alle ore 17 presso la Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea incontreremo l'ultima "fatica" letteraria dell'amico Marco Bonora, Di padri e di figli, romanzo storico pubblicato per i tipi di Freccia d'Oro, piccola ma prestigiosa casa editrice di Cento (FE). Pur provenendo Bonora da una laurea in Tecnologie della Comunicazione, e dalla trattazione del mondo simbolico-archetipico delle vetrate a tema religioso, Di padri e di figli è un romanzo storico "a tutto tondo", incentrato sulle lotte di potere tra le prestigiose famiglie dei Bentivoglio di Bologna e dei Della Torre di Castel San Giorgio. L'ambientazione è tipicamente rinascimentale, il racconto si fa incalzante man mano che si procede: il libro ha dunque tutte le caratteristiche per andare incontro al meritatissimo successo.
Di padri e di figli verrà presentato da Gian Paolo Borghi, consulente scientifico del Centro di Documentazione del Mondo Agricolo Ferrarese.

martedì 29 settembre 2020

Eresia e pedagogia nella Ferrara del Rinascimento

 

(immagine tratta da Wikipedia, che ringraziamo)

Prende il via oggi alle h. 17 presso la sala Agnelli della Biblioteca Comunale Ariostea un ciclo di due conferenze curate da Antonella Cagnolati, dedicate a "Eresia e pedagogia nella Ferrara del Rinascimento". Si parlerà di personalità cardine del rinascimento ferrarese, quali Fulvio Pellegrino Morato, umanista protestante, Celio Secondo Curione e altri.
Maggiori informazioni sull'evento qui.
Chi volesse approfondire, presso il fondo locale della Biblioteca del Seminario potrà trovare i seguenti contributi:
Mario Chignoni, Fulvio Pellegrino Morato umanista protestante (+1548), in "Atti dell'Accademia delle Scienze" voll. 62-63 (aa. 1984-1986), pp. 135-148
Mario Turchetti, Nota sulla religiosità di Celio Secondo Curione (1503-1569) in relazione al «nicodemismo»,  in Libri, idee e sentimenti religiosi nel Cinquecento italiano, Modena 1987, pp. 109-115
Adriano Prosperi, Celio Secondo Curione e gli autori italiani: da Pico al «Beneficio di Cristo», in Giovanni e Gianfrancesco Pico, Firenze 1998, pp. 163-185
Angelo Romano, Olimpia Morata e Celio Secondo Curione: aspetti letterari di un sodalizio eterodosso, in "Schifanoia" nn. 28/29 (2005), pp. 315-330

lunedì 8 ottobre 2018

La Biblia española


Il Cinquecento ferrarese è teatro di un'ampia letteratura di traduzione di testi ebraici. In questo contesto culturale si inquadra la Biblia en lengua española traducida palabra por palabra de la verdad Hebrayca por muy excelentes Letrados, vista y examinada por el oficio de la Inquisicion, con Privilegio del Ylustrissimo Señor Duque de Ferrara", la "Bibbia di Ferrara" stampata in città tra il 1551 e il 1553 dai tipografi ebrei Avraham Usque, portoghese conosciuto anche col nome di Duarte Pinel, e Yomtob Atias alias Jerónimo de Vargas, marrano spagnolo. "Si tratta di un'opera di sintesi e di pacificazione tra i maestri ashkenaziti italiani, tale da essere gradita pure ai cristiani attraverso le molte varianti raccolte del testo" (Samaritani, Profilo, v. indicazioni bibliografiche finali). 
La prima edizione era dedicata a doña Gracia Nasi (1510-1569), ebrea portoghese giunta nella nostra città nel 1550; una seconda redazione di poco divergente, "adattata" potremmo dire alla lettura cristiana, fu presentata ad Ercole II e a lui espressamente dedicata.
"In un periodo nel quale l'attesa messianica si era fatta più vivida presso gli ebrei, la traduzione della Bibbia costituiva un auspicio di pace per il popolo, approdato al «placido e sicuro porto di Ferrara», così come richiamava il frontespizio della Biblia. Ben presto tuttavia, nel settembre 1553, l'Inquisizione romana decretò il rogo del Talmud. L'anno dopo, Ferrara venne prescelta a sede del Congresso rabbinico italiano al quale parteciparono rappresentanze di quattordici comunità ebraiche e, pur dopo il decreto pontificio del 1553, il duca Ercole II autorizzava la fondazione di un Istituto di studi ebraici".
Una copia della Biblia española è custodita in città presso la Biblioteca Comunale Ariostea.
Gli inserti sono tratti da:
A. Samaritani, Profilo di storia della spiritualità, pietà e devozione nella Chiesa di Ferrara-Comacchio; vicende, scritti e figure, Reggio Emilia, Diabasis 2004, p. 155.

Scoperto un nuovo affresco nella chiesa di Sant'Antonio in Polesine, a Ferrara

  Un importante restauro sta avendo luogo presso il convento ferrarese delle Monache Benedettine, sant'Antonio in Polesine . Qui Federic...