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mercoledì 10 febbraio 2021

Ariel e l'albero dei cachi

Questa volta, non avendo (ancora) a disposizione il libro presentato, non possiamo leggerne qualche riga insieme, ma ci fa piacere darne segnalazione prendendo a prestito le parole della casa editrice. Si tratta del lavoro di due giovani ferraresi, Alessandro Marcigliano e Chiara Sgarbi, che parla all'infanzia per dire, in realtà, a tutti noi.


«Un bambino ebreo e la sua bicicletta nella Ferrara delle discriminazioni razziali. Ariel e l'albero dei cachi racconta la vita che scorre verso la tragedia delle deportazioni, in una Ferrara autunnale. L'autore, Alessandro Marcigliano, ferrarese di nascita, narra a partire dai ricordi familiari un momento tragico della nostra storia recente, trasformandolo in una favola commossa per ricordare tutte le bambine e i bambini vittime dell'Olocausto. Le illustrazioni di Chiara Sgarbi, anche lei ferrarese, accompagnano le parole dell'autore creando una quinta malinconica su cui corre la bicicletta di Ariel. Nel testo, una prefazione del Rabbino di Ferrara, Rav Luciano Meir Caro, e una nota dell'autore che delinea il contesto storico in cui si svolge la narrazione e i riferimenti personali che ne sono all'origine».

Ariel e l'albero dei cachi, Alessandro Marcigliano con illustrazioni di Chiara Sgarbi, ed. Anicia 2021, in uscita il 17 febbraio

lunedì 20 gennaio 2020

Angelo Conti, scultore neoclassico


Il catalogo online delle opere presenti alla Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea presenta una Allegoria della notte opera dello scultore Angelo Conti che presentiamo in testata. 
Su Angelo Conti, più dettagliatamente leggiamo Eleonora Testoni, La scuola ferrarese di scultura dal 1869 al 1876, in "Annali dell'Università di Ferrara" 3, 2006:
«Era nato a Ferrara nel 1812. Dopo avere seguito i corsi tenuti a Bologna dal neoclassico Giacomo De Maria, si era recato a Roma. Finanziato dal Comune e da mecenati della sua città natale, aveva frequentato le scuole del Campidoglio, l'Accademia di San Luca e fatto pratica nello studio di Alberth Thorvaldsen, sostenitore delle più rigorose teorie del Neoclassicismo. Ritornato a Ferrara i primi giorni del 1831 per consegnare alla Magistratura un suo busto marmoreo rappresentante Ludovico Ariosto, in aprile era ripartito per Roma. Nel 1835, nuovamente rimpatriato, aveva donato al Gonfaloniere due busti in gesso raffiguranti Benvenuto Tisi da Garofalo. Dopo aver realizzato, durante l'ennesimo soggiorno romano, un bassorilievo in memoria del Tisi, negli anni cinquanta aveva lavorato a Ferrara presso Camillo Torreggiani (scultore apprezzato per la sua capacità di coniugare neoclassicismo e verismo borghese). Conti era poi ritornato ancora una volta a Roma».

L'intera biografia è consultabile presso la nostra sede, negli orari di apertura e alle norme di regolamento.

venerdì 13 dicembre 2019

Ivano Fabbri, in arte Fabbriano

(la foto è tratta dal sito Listone mag, che ringraziamo)

Abbiamo appreso oggi della scomparsa di Ivano Fabbri, in arte Fabbriano, artista ferrarese tra i più originali ancorché sconosciuti, specie nella generazione millennials. Eppure parliamo di una personalità singolare, la cui biografia annovera premi prestigiosi (il Joan Mirò di Barcellona, uno tra tanti) e amicizie illustri (Oscar Kokoschka, Emilio Vedova).
Un suo primo ritorno a Ferrara, dopo una giovinezza trascorsa fra i principali "cenacoli" artistici europei, si situa in occasione della mostra tenutasi nel 1974 presso il Centro Attività Visive del Palazzo di Diamanti. Alcuni suoi lavori parteciparono alla collettiva organizzata in occasione del V° centenario della nascita di Ludovico Ariosto, Illustrazioni dal furioso, dal cui catalogo pubblicato a Casalfiumanese (BO) per le Grafiche Liton abbiamo tratto questa illustrazione del canto XXIII. Il catalogo è ovviamente consultabile in biblioteca, alle norme di regolamento.


Le esequie del maestro si terranno presso il tempio di San Cristoforo lunedi 16 dicembre p.v. alle ore 10,30; alle 11 si terrà una breve cerimonia di commiato.

giovedì 5 settembre 2019

Il Catalogo delle incisioni di Carolina Marisa Occari


Carolina Marisa Occari, ferrarese, è sicuramente una delle più grandi artiste italiane nel campo del disegno e dell'incisione. Sue opere sono presenti a Palazzo Bonacossi, presso la Biblioteca Ariostea, ma pure agli Uffizi e via via fino a Vienna e Kiev.


Figura carissima e ben nota alla nostra città, aveva studiato al liceo artistico di Venezia perfezionandosi poi all'Accademia di Belle Arti di Bologna con Giorgio Morandi e Giovanni Romagnoli. Fu maestra nelle più svariate tecniche del disegno a matita, a penna, a carboncino e sanguigna, per perfezionarsi soprattutto nell'arte incisoria. Il soggetto più amato, come si può vedere dagli esempi che riportiamo, fu sicuramente il "suo" Polesine (era nativa di Stienta) ma la sua attenzione spaziava dai ritratti ai vasi di fiori alle nature morte, ai richiami a Schifanoia.


Il catalogo ufficiale delle sue opere, curato da Laura Gavioli, è stato edito da Marsilio nel 2004. 
E' consultabile in Biblioteca alle norme di Regolamento.

Scoperto un nuovo affresco nella chiesa di Sant'Antonio in Polesine, a Ferrara

  Un importante restauro sta avendo luogo presso il convento ferrarese delle Monache Benedettine, sant'Antonio in Polesine . Qui Federic...