Visualizzazione post con etichetta Lucio Scardino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Lucio Scardino. Mostra tutti i post

martedì 12 novembre 2019

Isa Magrini Ascoli, pittrice bassaniana a Ferrara

«Recentemente sono apparsi sul mercato antiquario di Ferrara un paio di bellissimi dipinti di Isa Magrini Ascoli, pittrice valente quanto rara a trovarsi. Si tratta di due oli su tela di cm. 80x150 realizzati agli inizi del Novecento, presumibilmente per arredare una boiserie di gusto liberty di un salotto ferrarese (la stessa casa dell'autrice?).
I due pannelli hanno una forte connotazione simbolica: il primo rappresenta una figura femminile, dalla chioma fulva, ripresa di spalle nell'atto di suonare una chitarra. L'ambientazione notturna della scena si arricchisce di suggestivi elementi architettonici (una balaustra sulla quale poggiano curiosi vasi decorati), naturalistici (piante rampicanti simili a viticci, attorcigliate sulle colonnine) e atmosferici (nuvole striate che attraversano un cielo bluastro). Questo dipinto è stato restaurato dallo scrivente».


E "lo scrivente" è il compianto Antonio P. Torresi, autore dell'articolo Una pittrice bassaniana artista ebrea tra Ferrara e l'Europa, comparso sul n. 10/1998 della rivista «Ferrara storia». 
(Dall'articolo abbiamo tratto anche l'immagine del dipinto, irreperibile in altro modo; ci scusiamo per la cattiva qualità della riproduzione).
Su Isa Magrini Ascoli, nata a Ferrara nel 1876 e deceduta nel campo di concentramento di Auschwitz, troviamo notizie biografiche qui, qui e qui; segnaliamo pure il saggio di Lucio Scardino La pittrice ferrarese Isa Magrini Ascoli, dilettante di gran classe, apparso nel 2015 all'interno del volume Vicino al focolare e oltre : spazi pubblici e privati, fisici e virtuali della donna ebrea in Italia (secc. XV-XX): atti del convegno internazionale di studi organizzato dal Museo internazionale dell'Ebraismo italiano e della Shoah, in collaborazione con Archivio di Stato di Ferrara; 18-19 novembre 2014, Aula magna del dipartimento di economia e management, Ferrara.

mercoledì 6 novembre 2019

Cenni biografici su Adolfo Magrini

Nel post Ferrara città incantata è stato fatto fuggevole cenno al pittore simbolista Adolfo Magrini (1876-1957). L'accenno richiamava le sue rappresentazioni della "leggenda nera" legata a Marfisa d'Este, evidentemente famose visto che anche il primo contributo che ci viene incontro dal nostro catalogo si intitola precisamente Le due Marfise di Adolfo Magrini (ne è autore Lucio Scardino, in La Pianura n. 2/87). Dal noto critico apprendiamo che l'artista «nacque il 10 luglio 1874 a Ferrara, dall'avvocato Pietro. Qui frequentò la civica scuola d'arte "Dosso Dossi" con insegnanti Longanesi, Ravegnani, Legnani: quindi si perfezionò all'Accademia di Belle Arti di Napoli sotto la guida del grande Domenico Morelli. Se a Ferrara Magrini ricevette robusti rudimenti pittorici, a Napoli il contatto con l'opera di Morelli (autore, fra l'altro, di vari dipinti sulla vita del Tasso, di ambientazione ferrarese) lo suggestionò nell'adozione di una sorta di tardo Romanticismo storico, con evidente substrato veristico, benchè "letterariamente" trasfigurato. Tornato a Ferrara, oltretutto, l'amicizia con il coetaneo Domenico Tumiati, poeta, critico e commediografo, rappresentante di istanze simbolistiche, idealiste e, infine, storico-realiste (celebri i suoi drammi dedicati ai personaggi del Risorgimento), amico di audaci pittori moderni quali Previati, Segantini e Pellizza, fece il resto».

(immagine tratta da un lotto della casa d'aste on-line Catawiki)

Cursoriamente ne parla anche Antonio P. Torresi nel saggio Esercizi d'ornato neoestense: le cappelle del forese (All'ombra dei pioppi, cimiteri nel forese di Ferrara, Liberty House 1991)
«Tra i membri più significati di queste commissioni (si parla delle Commissioni Municipali di Belle Arti, n.d.s.) va ricordato l'architetto Adolfo Magrini, docente all'Università ferrarese, direttore della Civica Pinacoteca e progettista quando mai eclettico, il quale postillò varie richieste negli anni Venti». 

(pubblicità tratta dal sito Rumori rubati, testimonia la sua attività di incisore, illustratore e scenografo)

Nel nostro catalogo, abbiamo trovato poco altro. Firma, con lo pseudonimo Endymion, un articolo su Gaetano Previati apparso nell'Avvenire d'Italia del 24 gennaio 1910.

venerdì 13 settembre 2019

De Pisis collezionista di ceramiche


«Tra i disparati interessi eruditi del giovane Filippo Tibertelli de Pisis, l'antica ceramica ferrarese occupò un posto di tutto rilievo tra il 1916 e il 1918, per attenuarsi negli anni successivi, senza tuttavia scemare del tutto. Il futuro pittore cominciò a dedicarsi alla raccolta dei reperti fittili nel 1912, se non addirittura prima...

[...]

De Pisis "amava visitare i vecchi collezionisti di arte antica, come Pasetti, Mayr o Vendeghini, per studiare i loro pezzi e, quindi, tentare di emularli con le sue wunderkammern..."».

Questo breve brano è tratto dal contributo Filippo de Pisis collezionista e cronista dell'interesse per la ceramica graffita ferrarese alla luce di documenti inediti, di Lucia Bonazzi mentre la citazione proviene da Filippo de Pisis pubblicista: le collaborazioni ai giornali ferraresi, 1915-1927, Ferrara 1991 di Lucio Scardino.

L'intero contributo è leggibile nella densa raccolta di saggi "Le due muse - Scritti d'arte, collezionismo e letteratura in onore di Ranieri Varese, a c. di Francesca Cappelletti, Anna Cerboni Baiardi, Valter Curzi, Cecilia Prete. Ed. il lavoro editoriale, Ancona 2012.

Il volume è accessibile al prestito, o consultabile presso la sala studio della biblioteca.

lunedì 8 aprile 2019

La Fortezza del Papa


Nel 1990 per i tipi di Liberty House esce un'antologia di studi dedicati alla fortificazione voluta dal papa all'indomani della devoluzione della città allo stato pontificio. Contribuirono alla raccolta studiosi di primo piano del tessuto storico ferrarese: Luciano Chiappini, Antonio Samaritani, Lucio Scardino, Laura Guidi, Silvano Ghironi, Giacomo Savioli, Marica Peron.

Leggiamo insieme qualche riga tratta dal contributo di Luciano Chiappini:
«Viene edificata per volontà del papa Clemente VIII Aldobrandini, non appena la Chiesa è reintegrata nel suo possesso di Ferrara. Non di facile interpretazione i presupposti della sua erezione. Sicuro l'intento di una rafforzata difesa da temute sollevazioni interne. Maggiormente accreditabili, tuttavia, le finalità di difesa esterna, nella direzione di Modena, date le non sopite rivendicazioni estensi, da una parte e, dall'altra, nella direzione di Venezia, la nemica tradizionale di Ferrara, sempre intenta a cogliere l'occasione per arrivare oltre Po, così come ad impedire che potenze di un certo rilievo si avvicinino ai suoi confini. Qualche cronista del tempo ipotizzò un fondato timore da parte del Papa nei confronti della nobiltà ferrarese, un'aristocrazia terriera profondamente riottosa, ostile ad ogni accenno d'apertura sociale, se non addirittura culturale in senso lato».


«Per far posto a quest'opera grandiosa che fu la più insigne del nuovo governo, si intervenne su un'area vastissima fitta di case e di monumenti antichi. Sin dal 22 luglio 1598 era stato ordinato a Scipione Gilioli, Giudice dei Savi, di predisporre il piano dei lavori per la nuova fortificazione. Tuttavia tale decisione non ebbe immediato seguito, "essendosi contento esso Pontefice che per allora [sussistendo taluni problemi] s'armassero que' tre baluardi che havea fatti fabricare il Duca Alfonso verso il Borgo di S. Luca e di S. Iacomo"»
Silvano Ghironi, La "spianata", i progettisti e la costruzione della Fortezza di Ferrara.

A chi volesse approfondire l'argomento, oltre che il volume consultabile in biblioteca, consigliamo la lettura della voce ex Fortezza pontificia, nel sito "Ferrara nascosta" dal quale abbiamo tratto la seconda foto, e dell'articolo La Fortezza, XVI secolo ca., nel sito Lorettaweb sulla storia della città.

Scoperto un nuovo affresco nella chiesa di Sant'Antonio in Polesine, a Ferrara

  Un importante restauro sta avendo luogo presso il convento ferrarese delle Monache Benedettine, sant'Antonio in Polesine . Qui Federic...