mercoledì 20 febbraio 2019

Le custodi del sacro


Nel 1999 uscì un volumetto prezioso, purtroppo mai più ristampato, volto a ricostruire «le strutture monastiche femminili sia dal punto di vista architettonico-artistico sia attraverso la storia degli Ordini religiosi e delle donne che hanno delineato il profilo sacro della città a partire dal XII secolo fino ai nostri giorni».
Alla funzione storico-documentaria, la struttura del volume affianca una pratica ripartizione in tre itinerari, «nei quali si intrecciano le vicende delle comunità religiose ivi sorte, le condizioni sociali e politiche che spesso ne hanno favorito l'origine, l'ambiente in cui si sono sviluppate ma soprattutto le notizie, gli aneddoti, le biografie dei personaggi femminili che qui hanno vissuto o vivono».

Oggetto della ricerca, come già dichiara il titolo, "Le custodi del sacro": «pie donne, beate, sante, ma il più delle volte solo donne costrette al convento per ragioni patrimoniali e dinastiche o per sfuggire ad una tragica condizione di miseria e di abiezione. Personaggi noti e fatti oggetto di venerazione ma anche personaggi di secondo piano pressoché sconosciuti che difficilmente avrebbero rivisto la luce. Personaggi definiti come di consueto "minori" perché la loro notorietà non ha superato l'ambito cittadino o quello religioso, ma non per questo trascurabili per il ruolo assunto nella vita esterna prima e poi nella cornice storica della propria comunità».

Dal volume avevamo già attinto notizie quando parlammo del convento di Santa Giustina, e certamente ancora ci farà da guida questa preziosa e attenta indagine curata dalle donne di F.I.D.A.P.A. Ferrara; nel frattempo invitiamo quanti volessero consultare il libro a recarsi presso la nostra sede (il volume infatti rientra nel fondo locale, e quindi non è accessibile al prestito) negli orari di apertura e alle norme di regolamento.

giovedì 14 febbraio 2019

Il carteggio di Boldini a Parigi


Nel rammentare a tutti l'imminente inaugurazione della mostra "Boldini e la moda", che andrà in scena a Palazzo dei Diamanti dal 16 febbraio al 2 giugno 2019, segnaliamo che Barbara Guidi, curatrice e responsabile della Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, nel 2015 ha pubblicato le lettere scritte dal pittore durante il suo soggiorno parigino.
Pubblichiamo qualche riga dalla presentazione, invitando quanti volessero approfondire a recarsi presso la Biblioteca nell'orario di apertura al pubblico. Il volume fa parte del fondo locale e quindi non è accessibile al prestito, ma è comunque consultabile presso la nostra sala studio.


«La fermezza con la quale l'anziano Boldini iniziò a manifestare, nell'ultimo decennio di vita, il desiderio di essere ricordato nella sua città natale attraverso la costituzione di un museo a lui dedicato, così come la meticolosità con cui conservò le proprie opere e i documenti attinenti la sua lunga carriera - in particolare, un corposo archivio fotografico dei dipinti fatti censire da lui stesso e la corrispondenza, in gran parte relativa alla professione di pittore - sono indicativi di una piena coscienza del proprio percorso, anche in rapporto al panorama sociale e culturale di cui fece parte.
Insieme alle opere, ai mobili, ai cimeli e ad altri oggetti personali rimasti in possesso dell'asse ereditario e confluiti nel museo ferrarese in momenti diversi, attraverso lasciti e acquisizioni avvenuti tra il 1934 e il 1979, la corrispondenza intrattenuta dal pittore tra il 1871 e il 1930 con un'ampia cerchia di intelocutori - artisti, letterati, intellettuali, critici, giornalisti, mercanti, musicisti, collezionisti, nobili, politici e altro ancora - concorre a fare dell'odierno Museo Giovanni Boldini un documento storico e culturale ricco, complesso e variegato, capace di parlare a un tempo del pittore e dell'epoca di cui si fece interprete. Pur nella consapevolezza che un epistolario non possa rappresentare l'unico strumento di lettura critica dell'opera di un artista, nondimeno è certo che esso costituisce un sussidio fondamentale per approfondirne la conoscenza».

lunedì 11 febbraio 2019

La Bibbia dell'amicizia


Mercoledi 13 febbraio p.v. alle ore 18 presso l'Istituto di cultura "Casa Giorgio Cini" - via Boccacanale di Santo Stefano 24 si svolgerà un interessante confronto dal titolo "La Bibbia dell'amicizia - ebrei e cristiani commentano la/e Scrittura/e.

La conversazione sarà condotta da:
Shemuel Lampronti dell'Università di Warwick,
Giulio Michelini ofm dell'Istituto Teologico di Assisi
modera Piero Stefani, presidente del Segretariato Attività Ecumeniche.

L'incontro è promosso da:
Ufficio Catechistico Diocesano - Servizio Apostolato Biblico
Ufficio Ecumenismo e Dialogo interreligioso
Ufficio per la Cultura
Istituto per la Cultura Casa Giorgio Cini

Altre informazioni si leggono qui e qui.

mercoledì 6 febbraio 2019

Nuovi traguardi per il Coro Polifonico di San Gregorio Magno


Ghiottissimo appuntamento per gli appassionati di musica sinfonica e canto corale:
Sabato 6 aprile 2019 a partire dalle ore 11,30 presso la Sala Sinfonica dell'Auditorium Nazionale di Madrid avrà luogo una esibizione collettiva di ensemble corali da tutto il mondo.
La città di Ferrara è orgogliosamente rappresentata dal coro polifonico di San Gregorio Magno diretto da Emanuele Ammaccapane

lunedì 4 febbraio 2019

La mano della madre


All'interno del foglio di sguardo, il volume Qualcosa di bello per Dio di Malcolm Muggeridge (Bari, Paoline 1972) reca una dedica autografa di madre Teresa di Calcutta. La religiosa scrive al destinatario: «You are His Priest for Ever. No one lent you can losing Jesus on Earth. How great is your Calling. Pray for me. Yours in Jesus M. Teresa 29/4/73».

Come si può vedere dal raffronto con l'autografo della Madre reperito in rete, la mano è sicuramente la stessa


Il volume è giunto alla Biblioteca del Seminario per donazione di don Antonio Guzzonato, compianto parroco della Sacra Famiglia scomparso nel 2004.

martedì 29 gennaio 2019

La Madonna in trono di Ercole de' Roberti


Madonna in trono
Ercole de' Roberti (1461 ca.-1496)
Ferrara, Pinacoteca Nazionale

"Nel dipinto di Ercole de' Roberti, lo sguardo premuroso di una madre, rivolto a un figlio che ci guarda incuriosito, si abbina al lieve tocco delle mani che carezzano il Bambino più che sostenerlo. Ma questa apparente dolcezza si coniuga a una serie di dettagli iconografici che rinviano alla futura morte di Cristo: la lastra marmorea su cui siede Maria ricorda la pietra del sepolcro, mentre le rose rosse, con le spine ben evidenti, richiamano il peccato originale, redento dal martirio di Cristo sulla croce.

(dettaglio da Antoon van Dick, Ritratto di donne con rose

La rosa rossa, più in generale, è simbolo di martirio (Durandus, Rationale, III, 18) e per sant'Ambrogio rinvia al sangue versato da Cristo. Il simbolismo della rosa, peraltro, si adatta bene anche a Maria: lo stesso sant'Ambrogio racconta come la rosa fosse in origini priva delle spine che sarebbero apparse solo dopo il peccato originale; per questo Maria, nata senza macchia, viene definita da Ambrogio «rosa senza spine». La rosa, inoltre, compare nelle litanie lauretane («Rosa mistica») e Dante (Paradiso XXIII, 73-74) ci presenta Maria come «la rosa in che 'l verbo divino / carne si fece». La rosa rossa infine simboleggia i dolori della Vergine durante la Passione"

Il brano è tratto dal volume La Bibbia nella pittura ferrarese, a c. di Andrea Emiliani e Gianni Venturi, Fondazione Carife, Viviani editore 2009; l'intero contributo è consultabile in biblioteca alle norme di regolamento.

mercoledì 23 gennaio 2019

Carnevali Rinascimentali a Ferrara


Anche quest'anno il primo segnale di primavera è dato dalle chiarine dei figuranti del palio, protagonisti del "Carnevale degli Este", ediz. 2019.
Sull'argomento possiamo consultare un bel volumetto uscito nel 2017 per la casa editrice ferrarese Nuovecarte, dalla prestigiosa penna di Gina Nalini Montanari.
Il volume reca per sottotitolo "La corte estense si diverte", e si avvale della prefazione del maestro Carlo Bassi. Ne leggiamo insieme qualche riga, invitandovi come sempre a leggere il seguito presso i locali della biblioteca, in via G. Fabbri 410.


"Il filo di questa narrazione si srotola attorno al mondo splendido della corte estense tra Quattro e Cinquecento: da Ercole I ad Alfonso II. Sono questi gli anni in cui Ferrara, assunto l'aspetto di una grande città rinascimentale, è diventata uno dei centri più rappresentativi della realtà culturale italiana. La letteratura, le arti figurative e quelle applicate, la musica, il teatro, l'astrologia e anche la botanica, sotto la protezione dei duchi, grandi mecenati, conobbero una straordinaria fioritura che elaborò un proprio linguaggio e una propria identità; mentre la corte estense diveniva un polo di riferimento per le corti europee. 
Nel mecenatismo rivolto a tutte le arti il duca individuava lo strumento duraturo, funzionale alla gestione, alla propaganda del potere e soprattutto alla sua personale affermazione. Per governare con successo era necessario ostentare bellezza, fastosità, grandezza da praticarsi con «larghezza ed ampiezza nello spendere oro e argento». Solo così si poteva perseguire la magnificentia
Dentro il mondo della corte esplodevano cerimonie, feste, spettacoli, banchetti, sontuose sfilate per le vie della città in occasione di matrimoni, battesimi e ricevimenti di ospiti illustri o di altre ricorrenze particolari. Eventi, questi, appartenenti ai rituali quotidiani della vita di corte, ma che si trasformavano in pubbliche occasioni di grande spettacolarità cui prendevano parte l'intera città e gli ospiti provenienti dalle corti più lontane".

Scoperto un nuovo affresco nella chiesa di Sant'Antonio in Polesine, a Ferrara

  Un importante restauro sta avendo luogo presso il convento ferrarese delle Monache Benedettine, sant'Antonio in Polesine . Qui Federic...