lunedì 8 aprile 2019

La Fortezza del Papa


Nel 1990 per i tipi di Liberty House esce un'antologia di studi dedicati alla fortificazione voluta dal papa all'indomani della devoluzione della città allo stato pontificio. Contribuirono alla raccolta studiosi di primo piano del tessuto storico ferrarese: Luciano Chiappini, Antonio Samaritani, Lucio Scardino, Laura Guidi, Silvano Ghironi, Giacomo Savioli, Marica Peron.

Leggiamo insieme qualche riga tratta dal contributo di Luciano Chiappini:
«Viene edificata per volontà del papa Clemente VIII Aldobrandini, non appena la Chiesa è reintegrata nel suo possesso di Ferrara. Non di facile interpretazione i presupposti della sua erezione. Sicuro l'intento di una rafforzata difesa da temute sollevazioni interne. Maggiormente accreditabili, tuttavia, le finalità di difesa esterna, nella direzione di Modena, date le non sopite rivendicazioni estensi, da una parte e, dall'altra, nella direzione di Venezia, la nemica tradizionale di Ferrara, sempre intenta a cogliere l'occasione per arrivare oltre Po, così come ad impedire che potenze di un certo rilievo si avvicinino ai suoi confini. Qualche cronista del tempo ipotizzò un fondato timore da parte del Papa nei confronti della nobiltà ferrarese, un'aristocrazia terriera profondamente riottosa, ostile ad ogni accenno d'apertura sociale, se non addirittura culturale in senso lato».


«Per far posto a quest'opera grandiosa che fu la più insigne del nuovo governo, si intervenne su un'area vastissima fitta di case e di monumenti antichi. Sin dal 22 luglio 1598 era stato ordinato a Scipione Gilioli, Giudice dei Savi, di predisporre il piano dei lavori per la nuova fortificazione. Tuttavia tale decisione non ebbe immediato seguito, "essendosi contento esso Pontefice che per allora [sussistendo taluni problemi] s'armassero que' tre baluardi che havea fatti fabricare il Duca Alfonso verso il Borgo di S. Luca e di S. Iacomo"»
Silvano Ghironi, La "spianata", i progettisti e la costruzione della Fortezza di Ferrara.

A chi volesse approfondire l'argomento, oltre che il volume consultabile in biblioteca, consigliamo la lettura della voce ex Fortezza pontificia, nel sito "Ferrara nascosta" dal quale abbiamo tratto la seconda foto, e dell'articolo La Fortezza, XVI secolo ca., nel sito Lorettaweb sulla storia della città.

martedì 2 aprile 2019

L'Oratorio di san Martino e la Confraternita del SS. Sacramento


Si trova alla fine di via Fondobanchetto, poco prima di incrociarsi con via Coperta.
Nella seconda metà del secolo scorso ospitava un'autorimessa.
Leggiamo nelle Memorie istoriche di Giuseppe Antenore Scalabrini:

Nella contigua strada vedesi la Chiesa di San Martino prima antica Parrocchiale, oggidì Oratorio della Compagnia del Santissimo Sagramento, e già fin dell'Anno 1574 eretta nella Chiesa Parrocchiale di San Tommaso, aggregata alla Confraternità della Minerva di Roma l'anno 1512, che veste sacco di tela bianco con cingersi di cordon rosso. Questa come sopra si disse Parrocchiale, era delle ragioni della Badia di San Bartolo de' Monaci di San Benedetto, fuori di Ferrara fin dell'Anno 1300, e prima della Badia di Santa Maria in Aula Regia fin del 954. Fu soppressa in essa la Cura delle Anime dal Card. Carlo Pio vescovo di Ferrara l'anno 1656, dopo la morte del Reverendo Marco Bianchi suo Rettore, per le poche sue rendite, ed alla Parrocchia di San Pietro raccomandata, qual Rettore d'intitola di San Pietro, e San Martino.

Fin qui lo Scalabrini, che scrive nel Settecento. Di poco anteriore l'opera di Carlo Brisighella, che riporta dettagli sulle decorazioni presenti all'epoca:

La Madonna della Concezione, che sotto la prima nave alla destra sopra d'un altare si vede è opera delle migliori di Domenica Mona, il quale dipinse ancora li Misteri del Rosario e gli Evangelisti che ivi intorno si veggono.
All'incontro il S. Martino a cavallo, che divide il mantello col povero è dipinto da Niccolò Roselli. Nel quadro del coro Cesare Croma colorì S. Martino vescovo turonense, e Santa Beatrice Martire.

Abbiamo cercato notizie di queste opere nella ricostruzione dell'"Indice ragionato" del Baruffaldi (ed. Mezzetti-Mattaliano, Ferrara Cassa di Risparmio 1981); purtroppo risultano desolatamente disperse:

Secondo M.A. Guarini, 1621, vi fu sepolto il valente architetto di Papa Paolo III, Giacomo Meleghini. La Concezione della Vergine del Bastarolo completata da Domenico Mona con i quindici Misteri del Rosario, dal Frizzi e dal Barotti attribuita interamente al Mona, il Cittadella la crede del Mona con l'assistenza del Bastarolo, dispersa; San Martino e Santa Beatrice martire dipinto di Cesare Cromer, disperso; i quindici Misteri del Rosario di Domenico Mona a contorno della Concezione del Bastarolo, dispersi; Il Santo Titolare (San Martino) del Parolini sull'altare in sostituzione di quello del Roselli, disperso, San Martino pala d'altare del Roselli, sostituita in seguito da un dipinto di Jacopo Parolini, forse identificabile con il dipinto dello stesso soggetto ugualmente del Roselli che la nota del Boschini a p. 410 del vol. I indica nella sagrestia di San Paolo. Attualmente il dipinto è posto nella cappella del Carmine a destra. G. Frabetti non la considera opera del Roselli ma di Gerolamo d'Alemagna.

martedì 26 marzo 2019

Il perduto monastero di Sant'Agostino


Nel 2005 per i tipi di Cartografica Artigiana esce un piacevolissimo libretto curato da Claudio Giovannini, teso a recuperare quanto rimane della Ferrara descritta nell'alzato di Andrea Bolzoni. Il libro si intitola Alla ricerca delle 103  chiese, monasteri, oratori esistenti in Ferrara nell'anno 1782. Riportiamo la notizia che riguarda il monastero, oggi scomparso, di Sant'Agostino:

«Di detto Monastero, fondato nel 1425, non resta che parte del muro di cinta, in cui è ben visibile la sagoma del portone (murato) che dava all'interno della proprietà del Convento, presumibilmente nel cortile posteriore. I fabbricati prospicienti via Coperta richiamano ancor oggi la conformazione del monastero, sebbene la pianta del Bolzoni segnali la Chiesa con entrata da questa via; il grande giardino che invece guarda via C. Mayr ricorda gli orti ed i giardini una volta certamente parte del complesso monastico»

La Chiesa era stata consacrata il 12 marzo 1444 dal beato Giovanni da Tossignano, ed era impreziosita da dipinti dei maggiori artisti dell'epoca. Per averne un'idea, riportiamo la descrizione tratta dalla Memorie istoriche... di Giuseppe Antenore Scalabrini


«Sant'Agostino Chiesa, e Monastero di Monache dell'Ordine di esso Santo, fondato dall'Alise Figlia di Giovanni dal Gallo cittadino ferrarese l'anno 1425, che con quindeci sue compagne nel pontificato di Martino V qui si ritirò. Ad esse furono unite le monache di santa Barnaba [sic], che già erano fuori della Città, dove di presente si trova la Chiesa, e Convento della Croce dei Minimi di S. Francesco da Paola l'anno 1292.
[...]
Adorna questa Chiesa esteriore la soffitta dipinta col Battesimo di Sant'Agostino da Carlo Bononi, benchè da alcuni creduta del Chenda, l'Ornato a fresco è di Francesco Ferrari. 
Sopra l'Altar Maggiore è la Santissima Annunziata magnificamente dipinta da Sebastiano Filippi detto Bastianino, gli Ornati sul muro sono del Signor Massimino Baseggio, e le Figure del Signore Giovanni Battista Ettori. 
La Tela dell'Altare di Sant'Agostino e San Niccola fu dipinta da Francesco Ferrari. Quella della Beata Vergine con San Gelasio Papa la dipinse Giacomo Parolini, lavoro ammirato molto dalli forastieri, inciso diligentemente dal celebre nostro Andrea Bulzoni. 
Nella Chiesa interiore hanno una suberba tavola dipinta dal Dosso col Crocefisso, San Giovanni, Sant'Agostino, ed altri Santi, che sgrossato fu rimesso dal signore Francesco Pellegrini con maestria»

nota: "Alise di Giovanni dal Gallo" sarebbe la Ailisia di Baldo che ebbe ruolo nodale nella vicenda ferrarese di santa Caterina Vegri e della nascita del Corpus Domini. Se ne parla qui.

giovedì 21 marzo 2019

Madre Canopi è tornata al Padre


                                         Tu che fai la notte chiara come il giorno
                                         ascolta la preghiera che t'innalziamo
                                         per tutti i popoli della terra.
                                         Su ogni uomo di brevi giorni,
                                         con poche gioie e molti dolori
                                         stendi la tua mano benedicente,
                                         affinchè giungiamo tutti insieme
                                         alla santa, celeste Gerusalemme,
                                         dove canteremo senza fine la tua gloria
                                         con il coro degli angeli, dei santi e delle stelle.
                                     
                                         Amen




Nel dies natalis di san Benedetto è mancata madre Anna Maria Cànopi, badessa e fondatrice dell'abbazia Mater Ecclesiae sull'Isola di San Giulio d'Orta, autorevole voce della Chiesa cattolica, autrice feconda di numerosi testi di meditazione, spiritualità e poesia.
Il monastero ferrarese di sant'Antonio in Polesine ha la grazia di ospitare alcune sue discepole dirette; a loro e a tutte le monache ci stringiamo, consapevoli che per i credenti l'unico saluto è un arrivederci

                                          Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo;
                                            se invece muore, produce molto frutto

mercoledì 13 marzo 2019

L'antica "Via dei Sabbioni" nelle pagine di Giulio Righini


Giulio Righini, 1884-1965, avvocato, combattente volontario nella prima guerra mondiale (e molte altre cose, che potete leggere qui) fu anche apprezzatissimo storico dell'urbanistica ferrarese.
Recuperiamo un breve brano dal suo contributo Come si è formata la città di Ferrara, contenuto in Atti e Memorie della Deputazione Provinciale Ferrarese di Storia Patria, vol. 2/14, Rovigo 1955.

«La Via dei Sabbioni corrispondeva al percorso delle attuali vie Saraceno, Mazzini e Garibaldi: l'odierna Piazza di Ferrara allora non esisteva. La lunga Via che congiungeva il Castrum Ferrariae al Castel Tedaldo e cioè l'attuale zona di Porta S. Pietro con la estremità dell'attuale Rione Giardino, e che era detta dei Sabbioni per esser stata spianata de sablone come ricorda Ricobaldo, il più antico storico di Ferrara, segnava il limite nord della città, la quale a sud finita sulla riva del Po. Senza i borghi, quindi, uno sviluppo longitudinale di circa un chilometro, ed una larghezza di quattro o cinquecento metri, per cui Ferrara si svolgeva in senso parallelo al Po, tutta appoggiata a questo suo fiume, che ne faceva una tipica città fluviale, avvivata di traffici e di movimento. Ne restava ancora un riflesso nel sec. XVI quando l'Aleotti (1546-1636) scriveva "Ond'è che i nostri tempi vedemmo navigabili i rami del Po, per modo che abbiamo ammirato la grandissima quantità delle navi da gabbia che provenendo d'Inghilterra e di Fiandra solevano scaricare a Ferrara come in sicurissimo porto le molte merci, della quali Venezia oggi si è fatta dispensiera in Lombardia. Il che potrebbe parer difficile a credersi per chi ciò non vide"».

L'articolo completo è consultabile in Biblioteca; ricordiamo ai gentili utenti che quando il formato dei testi lo permette il personale effettua il servizio di scansione dei testi, che possono quindi essere richiesti via mail.

giovedì 7 marzo 2019

Josquin Desprez e la Missa Hercules Dux Ferrariae


Josquin Desprez, 1450ca-1521, fu un compositore fiammingo, dapprima cantore ducale al servizio degli Sforza, poi presso la Cappella Pontificia per approdare infine alla raffinatissima corte di Ercole I d'Este. Lasciò la nostra città nel 1504, per sfuggire a un'incipiente epidemia di peste. Lo sostitutì Jacob Obrecht, ma il suo soggiorno ferrarese fu doppiamente sfortunato: morto Ercole I nel 1505 rimase senza lavoro, e lo colse in pieno il temuto contagio che aveva causato l'allontanamento di Josquin.

Seguiamo Lewis Lockwood che ne parla nel sesto volume della "Storia di Ferrara" uscita nel 2000 per i tipi di Corbo:
«Durante l'anno trascorso a Ferrara, Josquin fu il membro più importante di una delle migliori cappelle musicali d'Europa, orgoglio di Ercole e dell'intera corte ferrarese. E per Ercole Josquin scrisse almeno tre opere degne di nota: due mottetti, incluso il famoso Miserere mei, Deus e la grande messa per Ercole che usa il nome del suo mecenate come base stessa del cantus firmus: la Missa Hercules Dux Ferrarie. Il tema di questa messa deriva infatti dalle sillabe del nome del destinatario: le vocali di Hercules Dux Ferrarie danno origine alla sequenza: RE, UT, RE, UT, RE, FA, MI, RE (=d c d c d f e d)».

Si tratta della tecnica «a soggetto cavato», che sarà poi di ispirazione per altri compositori di opere analoghe.

giovedì 28 febbraio 2019

Ottavario di preghiera per santa Caterina Vegri


Come ogni anno, in occasione della ricorrenza del dies natalis della santa, i due conventi gemelli del Corpus domini nei quali visse le dedicano l'ottavario di preghiera; per  tradizione quello ferrarese si svolge durante la settimana precedente il 9 marzo e quello bolognese nella settimana seguente.
Il programma di questa edizione è molto nutrito, di seguito gli appuntamenti che avranno luogo presso il convento cittadino della clarisse (via Campofranco 1 a Ferrara)

Sabato 2 marzo
ore 16,30 Una bellezza sorprendente: Laura Vincenzi
Presentazione di Lettere di una fidanzata a cura di Guido Boffi
intervengono Guido Boffi, mons. Massimo Manservigi vicario generale
Letture a cura di Gian Filippo Scabbia
Accompagnamento musicale di Roberto Berveglieri
ore 21 Il dodicesimo giardino. Viaggio spirituale con Caterina Vegri. Piccolo oratorio per soli, coro, archi e arpa. Musica di Giorgio Zappaterra

Domenica 3 marzo
ore 16 La santità "imperfetta"
D. Gianni Marmorini presenta il suo libro Isacco il figlio imperfetto insieme a Lidia Maggi, biblista

Martedi 5 marzo
ore 21 Attratti da una bellezza
in preghiera con i giovani

Sabato 9 marzo
ore 16 La santità per tutti
riflessioni sull'Esortazione apostolica Gaudete et exsultate con Cristina Simonelli, teologa

Ogni pomeriggio è possibile visitare la Cappella del forno dove avvenne il miracolo del pane e nei locali esterni del monastero la mostra su Laura Vincenzi Nulla è per caso

Dall'1 al 9 marzo
ore 18 Vespri
ore 18,30 Celebrazione eucaristica

Info 0532 207825 clarisse.ferrara@gmail.com


Scoperto un nuovo affresco nella chiesa di Sant'Antonio in Polesine, a Ferrara

  Un importante restauro sta avendo luogo presso il convento ferrarese delle Monache Benedettine, sant'Antonio in Polesine . Qui Federic...