venerdì 9 novembre 2018

Anastasiya Petryshak a Ferrara

(foto tratta dalla pagina Facebook ufficiale dell'artista)

Al Teatro Nuovo di Ferrara domenica 10 p.v. si svolgerà il concerto-evento di Anastasiya Petryshak, giovanissima violinista ucraina naturalizzata italiana considerata tra le più grandi virtuose attualmente in attività. L'artista che recentemente si è esibita a New York, Dublino e Londra al fianco di Andrea Bocelli, sarà accompagnata dall'ensemble "The Strings", composto da 18 musicisti provenienti da 15 diverse nazionalità e risultati i migliori corsisti alla prestigiosa Università delle Arti di Zurigo (ZHdk). Organizzatore dell'evento, don Franco Rogato assistente diocesano alla pastorale giovanile. L'ingresso è gratuito.



martedì 6 novembre 2018

Ferrara navigabile nella Cronaca di Riccobaldo


In anni recenti si è parlato ripetutamente del progetto dell'idrovia ferrarese. Significherebbe il recupero di un'antica vocazione della città, attraversata nel Medioevo da più rami del Po, in maniera significativa soprattutto nella sua parte più antica, la zona della Ripa Grande e del Polesine di Sant'Antonio (l'omonimo monastero insisteva su una vera e propria isola, poi congiunta al resto della città in seguito all'interramento del ramo di Volano, cui contribuì significativamente l'intervento voluto da Niccolò III nel 1401).
Sull'argomento disponiamo di un prezioso contributo di Stella Patitucci Uggeri, uscito nella collana Atti e Memorie della Deputazione Ferrarese di Storia Patria, Serie terza n. 30 del 1984.
Ne leggiamo un breve passo tratto dall'Introduzione:
«Ferrara rappresentò fino alla metà del secolo XII il nodo principale dei traffici idroviari della bassa pianura padana. Ma anche dopo lo sconvolgimento idrografico apportato dalla rotta di Ficarolo la sua importanza restò notevole, anche se la principale diramazione del corso del Po si era venuta ad arretrare di una quindicina di miglia dal sito della città, pur ricadendo sempre dentro il suo territorio.
All'alba del secolo XIV Ferrara appare ancora il centro della rete idroviaria della pianura padana orientale nel quadro tracciato da Riccobaldo nella cosidddetta Chronica parva ferrariensis, anche se vi è palese il rammarico per un mutato assetto politico, che non consente più la libera circolazione delle merci e il completo sfruttamento di quel complesso ed organico sistema di fiumi e di canali ancora in piena efficienza.
Riccobaldo rievoca con accorata nostalgia nella parte storica i floridi commerci, che avevano reso prospera la sua città nel buon tempo antico e che avevano perciò acceso l'invidia e la cupidigia di Venezia...».
L'intero contributo è consultabile, fotocopiabile o scansionabile presso la Biblioteca negli orari di apertura e alle norme di regolamento.

mercoledì 31 ottobre 2018

Celebrazione solenne di Ognissanti



Nell'augurare a tutti una lieta celebrazione della festa di Tutti i Santi, la Biblioteca comunica che riaprirà al pubblico lunedi 4 novembre, nell'orario consueto

lunedì 29 ottobre 2018

Luciano Chiappini su Girolamo Savonarola ed Ercole I d'Este

(foto tratta dal sito Ferraraitalia che ringraziamo)

Nel 1952 Luciano Chiappini pubblicò un contributo dal titolo Girolamo Savonarola ed Ercole I d'Este. Il saggio uscì su "Atti e Memorie" della Deputazione Provinciale Ferrarese di Storia e Patria, Vol. 7 - Parte 3., Nuova Serie. 

Ne riportiamo un breve estratto:
«I rapporti intercorsi tra Savonarola ed Ercole I d'Este  furono tra i più cordiali e rispettosi. Forse non si conobbero di persona, a meno che ciò non sia avvenuto tra il '79 e l'82, durante il soggiorno ferrarese del frate agli Angeli. La prima notizia che ne ha il duca precede di pochi giorni l'arrivo dei francesi di Carlo VIII a Firenze, è infatti datata 5 novembre 1494, consegnata al duca da Manfredo Manfredi, suo corrispondente a Firenze. Dice che a Firenze è ritenuto santo: non ci vuol altro per Ercole che nella lettera del 13 maggio 1495 al Manfredi chiede di consultare Savonarola sulla situazione d'Italia. Fra Girolamo risponde al Manfredi che rifletterà, riservandosi poi di scrivere direttamente al duca. Forse guardava a Ferrara come a un terreno propizio per la sua predicazione. Anche l'umanista pesarese Pandolfo Collenuccio ne scrive con entusiasmo al duca. Ma i sospetti e le irritazioni ufficiali non si fanno aspettare.
Se il confessore ducale, dice Savonarola, scrive al duca circa il veto sulla predicazione e addirittura la scomunica, forse lo hanno condizionato i frati degli Angeli. Affermazione che ci permette di intravvedere una tendenza ostile o perlomeno fredda e sospettosa dei frati ferraresi che, come appartenenti alla Congregazione lombarda, non potevano non disapprovare la defezione di Savonarola e i suoi seguaci dalla stessa con la conseguente costituzione della Congregazione di san Marco, di cui era stato eletto vicario generale».

L'intero articolo è leggibile presso la nostra sede; ricordiamo ai gentili utenti che è possibile anche richiederne la scansione via mail presso uno dei recapiti indicati.

mercoledì 24 ottobre 2018

Insediamenti eremitici nella Ferrara medievale

(la foto è tratta dal sito Ferrara nascosta che ringraziamo)

«Negli anni dell'affermazione "prematura" della signoria estense nel 1240, quando Azzo VII non è ancora ufficialmente il dominus civitatis, l'eremitismo conventualizzato cittadino mette in moto un processo che coinvolgerà tutte le vecchie e nuove convivenze agostiniane non strettamente regolari in nesso di reciproca interdipendenza, e ciò partirà proprio dalla corte, con Beatrice figlia di Azzo VII.
Dal 1254 al 1257 in particolare le eremite di Beatrice, presto trasformate in benedettine sui generis, passeranno da Santo Stefano della Rotta a Sant'Antonio in Polesine, forse precedentemente agostiniano giambonita e appartenente alla nuova congregazione unitaria agostiniana dal 1256. Di qui gli eremitani agostiniani unificati si trasferiscono al vescovile e capitolare S. Andrea.
Nella zona di Sant'Andrea e nelle vicine di Santa Maria in Vado, San Tommaso, San Vitale rinveniremo ben presto e li riscontreremo fino almeno alla metà del '400 numerosi centri eremitici autonomi e più tardi il nucleo più rilevante delle case per le pinzochere che va a raggrupparsi - loro di estrazione francescana - attorno alle dimore delle oblate e degli oblati agostiniani.
[...]
Il 27 marzo 1254, a santo Stefano della Rotta presso Ferrara Beatrice d'Este, figlia del marchese Azzo VII, insieme a Meleninda da Padova compie la professione religiosa davanti al vescovo Giovanni Quirini, secondo quella regola che al papa fosse piaciuto disporre: subito dopo nel medesimo atto il presule concede loro la chiesa e il luogo della professione, con il benestare del capitolo, compresi tutti i diritti pertinenti a detta chiesa, con facoltà di costruirne altra assieme ad un nuovo claustro. Le suore non contribuiranno al vescovado altro che il censo di una libra di cera all'anno»
A. Samaritani, Conventualizzazioni di eremiti e di pinzocchere a Ferrara tra Medioevo e Umanesimo (metà sec. 13.-metà sec. 15.), estratto da: «Analecta Tertii Ordinis Regulari Sancti Francisci», n. 135, anno 15. (1982).

Il convento di Santo Stefano della Rotta insisteva su un'isola detta di san Lazzaro a motivo della chiesa e del lebbrosario, usato in seguito per ogni tipo di epidemie. L'isola si trovava sul braccio del Po di Volano, ad est della città, nel canale Diversivo tra Quacchio e l'attuale Focomorto.


giovedì 18 ottobre 2018

Marco Zoppo, per ricordare Berenice

Nel marzo 2011 ci lasciava una grande amica del Seminario: Berenice Giovannucci Vigi, storica dell'arte che ha curato volumi sul Museo Diocesano, sulla Porta dei Mesi, sui Corali della Cattedrale, sulla pittura del Seicento. Giovanni Sassu, curatore dei Musei di Arte Antica e del Museo della Cattedrale di Ferrara, la ricordava così: "Chi ha avuto la fortuna di frequentarla, colleghi, allievi, amici o semplici conoscenti, non poteva che rimanere colpito dalla sua straordinaria energia, dalla sua voglia incontenibile di fare, dall'urgenza del condividere le proprie passioni e il suo amore per l'arte" (Un ricordo di Berenice, protagonista silenziosa della vita culturale ferrarese, in: "Ferrara. Voci di una città" n. 34, 2011).


Leggiamo un breve cenno tratto dal suo volume Marco Zoppo e il suo tempo, Bologna, Nuova Alfa 1993:
"Nel 1433, come si deduce da un documento reso noto da I.B. Supino solo nel 1925, Marco Ruggeri, detto Marco Zoppo, nasce a Cento. Dalle nuove fonti oggi disponibili, esaminate dal Samoggia, veniamo a sapere che il padre di Marco, Antonio, era stato creato notaio a Ferrara, aveva esercitato tale professione tra Pieve e Cento, e si era trasferito poi a Bologna" [...]
"Attirato verosimilmente dal nuovo clima artistico, rinnovato rispetto alle tendenze ancora tardogotiche della cultura figurativa padana dalle imprese di Donatello nella basilica del Santo e di Mantegna nella chiesa degli Eremitani, lo Zoppo intorno al 1453 è a Padova. I documenti resi noti dal Lazzarini citano "Marcus Pictor, filius Antoniji Rucerij" tra quanti frequentano la rinomata bottega di Francesco Squarcione, maestro forse più impresario che pittore, famoso per essere a capo di uno "studium" aperto fin dal 1431 a numerosi allievi, tra i quali si troverà anche Mantegna".

Il volume su Marco Zoppo è consultabile in biblioteca alle norme di regolamento.


mercoledì 17 ottobre 2018

La chiesa e il convento di San Paolo dei carmelitani

(immagine tratta da Wikipedia)

Nel 1999 il Bollettino della Ferrariae Decus dedicava una monografia a La chiesa ed il convento di S. Paolo a Ferrara (Cartografica artigiana, 1999). Si tratta di un volume molto approfondito, prezioso per ricostruire la storia della secolare istituzione nelle varie e controverse fasi che ha attraversato.
Leggiamo dal contributo di Laura Graziani Secchieri:
"Il documento più antico che abbiamo individuato è datato 1295 e mostra una piccola chiesa affiancata dalla casa parrocchiale a lato del sagrato, mentre confinava con la torre e le case della famiglia di antica nobiltà dei Leuti presso la via delle Volte, per mezzo del cimitero: un atto del 1392 indica che quest'ultimo si estendeva anche lungo il fianco orientale della pieve. Le fondi bibliografiche tramandano che già dal X secolo la chiesetta di San Paolo sorgeva in prossimità delle principali arterie altomedievali (le vie Grande e delle Volte, appunto) ma, con la sua facciata rivolta a nord, era tutta proiettata verso il cuore economico (la piazza del mercato), religioso (la cattedrale) e politico (il palazzo della Ragione) della Ferrara comunale. Era sotteso, perciò, da un intento di politica urbana il gesto del vescovo Federico che affidava nel 1295 la chiesa parrocchiale di S. Paolo con tutti i suoi beni ai frati della Beata Maria del Monte Carmelo, in sostituzione del Rettore precedente, colpevole di condotta poco rigorosa".
(L. Graziani Secchieri, Le vicende storiche e le trasformazioni architettoniche della chiesa e del complesso conventuale di S. Paolo).
Il volume è custodito presso il fondo locale della Biblioteca, ed è consultabile solo in loco.

Scoperto un nuovo affresco nella chiesa di Sant'Antonio in Polesine, a Ferrara

  Un importante restauro sta avendo luogo presso il convento ferrarese delle Monache Benedettine, sant'Antonio in Polesine . Qui Federic...