venerdì 23 febbraio 2018

Il convento di sant'Andrea


Il convento di sant'Andrea a Ferrara sorse attorno all'anno 1000. Assegnato alla comunità degli Eremitani di sant'Agostino, godette fin dalle origini dei favori degli Estensi - e segnatamente di Azzo VII che vi trasferì gli agostiniani dalla precedente sede di sant'Antonio in Polesine, ceduta al cenacolo di benedettine riunite attorno alla figlia Beatrice II d'Este. Fu consacrato nel 1438 da papa Eugenio IV, presente in città per partecipare al concilio ecumenico di Ferrara-Firenze.
Apprendiamo da Gualtiero Medri: "Nel 1527 la chiesa si arricchisce [...] della Cappella del SS. Sacramento, costruita da Giovan Battista Aleotti detto l'Argenta, nella quale avrà più tardi la tomba per sè e per la moglie. Nel periodo della maggior floridezza, sant'Andrea vantava un'ampia navata centrale e due navate laterali lungo le quali si aprivano le cappelle di forma semicircolare".
Oggi non ne restano che ruderi - la foto è tratta da Wikipedia - ma dovette essere stato uno dei conventi più importanti della città, come è possibile dedurre dall'imponenza degli affreschi rimasti, attualmente visibili presso Casa Romei.
Così pure dovette essere imponente la biblioteca, secondo il costume del tempo. Purtroppo perduta, essa sopravvive tuttavia in qualche esemplare custodito presso la nostra sede. La gran parte delle acquisizioni è dovuta al priore Luigi (Aloysius) Giannini, che usava "segnare" gli acquisti con molta precisione, e così continuò a fare, anche dopo essere stato assegnato a più ambite sedi.
Questa pregevolissima seicentina riporta nel foglio di sguardo la sua dedica autografa: "Ad uso di F. Luigi Giannini da Ferrara priore di santa Maria del Popolo di Roma per il suo convento di sant'Andrea di Ferrara con la spesa di Paoli sei, e mezzo".


In basso, sul dorso, la caratteristica etichetta che distingue la collezione dei volumi provenienti dal convento di sant'Andrea


Ed il prezioso frontespizio


Bibliografia:
Medri, Gualtiero, Chiese di Ferrara nella cerchia antica, Mignani 1967

giovedì 22 febbraio 2018

...ma l'antisguardia?


Nel post pubblicato ieri compariva un termine tecnico ormai desueto: l'antisguardia. Usato principalmente nella descrizione del libro antico, indicava più precisamente la pagina antistante il frontespizio vero e proprio; in pratica l'elemento di rilegatura che fungeva da collegamento tra la coperta vera e propria e il volume. Chiamato anche antiporta, spesso ospitava un'incisione artistica (o "stampa in cavo") oppure un richiamo al titolo, un motto o l'impresa tipografica.

Bibliografia (reperibile nella nostra Biblioteca):
Rossi, Marielisa, Il libro antico dal 15. al 19. secolo, Olschki 1994
Baldacchini, Lorenzo, Il libro antico, Nuova Italia 1995

mercoledì 21 febbraio 2018

Le "Massime eterne" di Alfonso M. de' Liguori


Le "Massime eterne" di sant'Alfonso M. de Liguori furono composte attorno al 1728, e divennero ben presto un classico della letteratura di spiritualità. In esso l'Autore espone ordinatamente le preghiere del mattino, le preghiere comuni, le preghiere della sera e le meditazioni per ciascun giorno della settimana.


L'esemplare in nostra custodia è impreziosito dalla coperta ricamata in velluto e reca sull'antisguardia una testimonianza scritta in matita: "Ricamato dalla mia mamma quando era bambina. G[...]"

martedì 20 febbraio 2018

La Chiesa di Ferrara nella storia della città e del suo territorio, vol. 2

Nel 1997 usciva la seconda parte del progetto “La Chiesa di Ferrara nella storia della città e del suo territorio”, con il sottotitolo secoli XV-XX. Coordinatore del progetto fu ancora una volta Antonio Samaritani. Nel dettaglio, Luciano Chiappini curò il capitolo La Chiesa di Ferrara fra Umanesimo e Riforme (secc. XV e XVI); Werther Angelini è autore dell’approfondimento La Chiesa di Ferrara nell’età dell’Assolutismo (secc. XVII e XVIII) e Amerigo Baruffaldi si dedicò a La Chiesa di Ferrara nell’età del Liberalismo e del Totalitarismo (secc. XIX e XX). L’opera è di fondamentale importanza per la vastità del periodo trattato, raccoglie il testimone del primo volume che si era fermato alle soglie del Quattrocento.
Ci riguarda da vicino il breve paragrafo con il quale Luciano Chiappini illustra i primi passi del Seminario (l’anno seguente Lorenzo Paliotto dedicherà alla storia del Seminario un intero volume. Ne parleremo in un prossimo post).
Il volume è consultabile presso la nostra sala studio, negli orari di apertura della biblioteca.

lunedì 19 febbraio 2018

La Passione di Gaetano Previati in mostra a Milano

Gaetano Previati nasce a Ferrara nel 1852 ma qui rimane solo fino alla giovinezza: dopo il servizio militare a Livorno si trasferisce dapprima a Firenze poi a Milano per frequentare l'Accademia di Brera. Nella città natale tornerà solo sporadicamente; un po' più a lungo si tratterrà solo attorno al 1882 per motivi di salute. Muore in Liguria, segnatamente a Lavagna, nel 1920; le spoglie mortali riposano nel Cimitero monumentale della Certosa di Ferrara.
Alcune importanti opere a carattere sacro sono state riunite sotto il titolo La Passione di Previati per un percorso espositivo che andrà in scena ai Chiostri di sant’Eustorgio, in collaborazione con i Musei Vaticani. L’esposizione, presentata alla stampa in anteprima il 12 febbraio, aprirà al pubblico martedì 20 febbraio 2018 e si compone del grande dipinto raffigurante La via del Calvario, recentemente entrato a far parte delle collezioni del Museo Diocesano Carlo Maria Martini per lascito testamentario, e delle stazioni della Via Crucis, recentemente restaurata e conservata nelle Collezioni di arte contemporanea dei Musei Vaticani.
È possibile approfondire la conoscenza di Gaetano Previati presso la nostra Biblioteca attraverso gli importanti contributi critici di Antonio Torresi, Lucio Scardino, Gianni Venturi, Giacomo Savioli, Antonio Caggiano, Gabriele Turola, Achille Locatelli Milesi. Sono presenti in catalogo anche opere teoriche dello stesso pittore ferrarese: La tecnica della pittura, in edizione Torino f.lli Bocca del 1905, le Lettere al fratello in edizione Hoepli 1946, Della pittura. Tecnica e arte, nuova edizione a c. di Antonio Torresi per i tipi della ferrarese Liberty House. La rivista Humanitas, nel n. 2 del 2007, ha presentato gli Inediti sul divisionismo. Queste opere non sono ammesse al prestito in quanto facenti parte del fondo locale o edite prima del 1980 ma comunque consultabili secondo le modalità previste dal regolamento della biblioteca.

venerdì 16 febbraio 2018

La Chiesa di Ferrara nella storia della città e del suo territorio, vol. 1

La prima pubblicazione promossa dal Seminario arcivescovile di Ferrara uscì nel 1989 per i tipi di Gabriele Corbo. Il titolo era La Chiesa di Ferrara nella storia della città e del suo territorio. Secoli IV-XIV, prima parte di un progetto completato poi nel 1997 con l’uscita del secondo volume, dedicato ai secoli più vicini.
All’interno del libro, il prof. Amedeo Benati trattava il periodo tra tardo antico e alto medioevo, in pratica dalla fondazione della chiesa di Voghenza, esaminando a fondo le discusse tradizioni relative alle biografie di san Leo e san Maurelio, compatrono della Chiesa ferrarese. Nella seconda parte, il compianto Antonio Samaritani fraterno amico della biblioteca del Seminario trattava il periodo successivo, che vide l’affermarsi della riforma gregoriana, l’istituzione della nuova cattedrale e l’intensificarsi della religiosità laicale.
Il volume non è ammesso al prestito ma può essere agevolmente consultato presso la sala studio della biblioteca negli orari di apertura.

Scoperto un nuovo affresco nella chiesa di Sant'Antonio in Polesine, a Ferrara

  Un importante restauro sta avendo luogo presso il convento ferrarese delle Monache Benedettine, sant'Antonio in Polesine . Qui Federic...