Nel giorno del Santo patrono della città, la Biblioteca del Seminario si associa agli auguri di buon onomastico del Santo Padre
lunedì 23 aprile 2018
venerdì 20 aprile 2018
Il Vangelo tra la gente: missionari ferraresi nel mondo
Nel 2003, promosso dal Seminario Arcivescovile, esce per i tipi di Gabriele Corbo editore il saggio Il Vangelo tra la gente. Missionari ferraresi nel mondo. Leggiamo dalla Prefazione di don Andrea Zerbini: «Questo lavoro di Carlo si articola in due parti, delle quali la prima illumina la seconda e quest'ultima si innesta sulla prima, e diviene così una rilettura di Ferrara missionaria, titolo della seconda parte del testo, alla luce delle Missioni nel mondo, titolo della prima parte, quasi a dire che la semente va compresa in situazione, in quella vasta terra che è il mondo a cui la Chiesa è mandata a portare il suo dono di speranza: il Vangelo di Gesù.
Qui l'intuizione è felice, perchè riprende una prospettiva ecclesiologica conciliare che potrebbe sinteticamente esprimersi con il titolo di un saggio di p. Congar: La mia parrocchia vasto mondo. Così credo sia anche l'orizzonte in cui si muove la spiritualità profonda di Carlo, che è quella del "luogo/non luogo" o del "luogo sconfinato" della sua parrocchia».
Nell'Introduzione, la storia del Centro Missionario della Diocesi di Ferrara-Comacchio, a seguire, il capitolo Le missioni nel mondo, poi Ferrara missionaria; chiudono il volume due articolate Appendici, la prima Missionari ferraresi testimoni nel mondo all'inizio del terzo millennio, con puntuali note biografiche di ciascuno di essi, la seconda con l'elenco delle Associazioni ferraresi di sostegno ai missionari.
Il volume è consultabile in biblioteca, secondo le norme che regolano l'accesso al Fondo locale.
giovedì 19 aprile 2018
Visita a Barbiana
La parrocchia amica di Santa Francesca Romana propone per DOMENICA 13 MAGGIO una visita a Barbiana, per incontrare o tornare ad incontrare attraverso la memoria dei "ragazzi" (ormai nonni...) della scuola, il maestro don Lorenzo Milani.
Il programma della giornata è il seguente:
*ore 7:45 partenza con il pullman dai Bagni Ducali
*ore 10 arrivo al lago Viola, a 3 km di distanza da Barbiana che si raggiunge a piedi
*ore 11 incontro con Gian Carlo Carotti allievo di don Milani
- pranzo al sacco -
*ore 17 partenza
*ore 19 arrivo a Ferrara
il costo è di 10 EURO a persona
Per iscriversi, contattare Daniela (con una certa urgenza, per prenotare il pullman...) telefonando o mandando un messaggio al 339 1212219
mercoledì 18 aprile 2018
I buoni studi
Il secondo numero di Analecta Pomposiana pubblicato per conto del Seminario Diocesano, 27° della collana, uscì nel 2002 in memoria di mons. Giulio Zerbini, scomparso il 24 settembre 2001.
Curata da Alberto Andreoli, l'antologia si apriva su queste parole: "Come vanno i buoni studi?, era la domanda quasi rituale che mons. Zerbini rivolgeva a chi sapeva essere impegnato nel campo della ricerca. A seconda dell'interlocutore, esprimeva attesa, diventava sprone, si velava di sottile ironia. Già: perchè i buoni studi, se mai c'era uno che li aveva percorsi e coltivati, era proprio lui. Buoni studi, del resto, erano quelli che venivano compiuti nei cari gloriosi seminari d'un tempo. Collaudati maestri - il più delle volte sguarniti di titoli dottorali - impartivano un rigoroso insegnamento scientifico e - soprattutto - letterario per gli anni del ginnasio-liceo. Nel corso teologico poi, i docenti erano delle vere e proprie istituzioni, punto costante e pacifico di riferimento del clero diocesano. I seminaristi, non distratti da allettanti richiami socio-pastorali, attendevano alle "pratiche" di pietà e ai buoni studi, appunto.
Mons. Giulio Zerbini, conosciutissimo e amato in tutta la diocesi, ne era stato vicario per diciotto anni.
La pubblicazione da cui abbiamo tratto la lettura è "Analecta Pomposiana", anno XXVII, Ferrara, Cartografica Artigiana 2002, consultabile presso la sede della biblioteca.
Curata da Alberto Andreoli, l'antologia si apriva su queste parole: "Come vanno i buoni studi?, era la domanda quasi rituale che mons. Zerbini rivolgeva a chi sapeva essere impegnato nel campo della ricerca. A seconda dell'interlocutore, esprimeva attesa, diventava sprone, si velava di sottile ironia. Già: perchè i buoni studi, se mai c'era uno che li aveva percorsi e coltivati, era proprio lui. Buoni studi, del resto, erano quelli che venivano compiuti nei cari gloriosi seminari d'un tempo. Collaudati maestri - il più delle volte sguarniti di titoli dottorali - impartivano un rigoroso insegnamento scientifico e - soprattutto - letterario per gli anni del ginnasio-liceo. Nel corso teologico poi, i docenti erano delle vere e proprie istituzioni, punto costante e pacifico di riferimento del clero diocesano. I seminaristi, non distratti da allettanti richiami socio-pastorali, attendevano alle "pratiche" di pietà e ai buoni studi, appunto.
Mons. Giulio Zerbini, conosciutissimo e amato in tutta la diocesi, ne era stato vicario per diciotto anni.
La pubblicazione da cui abbiamo tratto la lettura è "Analecta Pomposiana", anno XXVII, Ferrara, Cartografica Artigiana 2002, consultabile presso la sede della biblioteca.
lunedì 16 aprile 2018
Un pittore modenese del Trecento: Serafino de' Serafini
Nell'illustrare l'affresco del convento agostiniano di Sant'Andrea, si è fatto cenno al pittore emiliano Serafino de' Serafini. La sua origine modenese non è certa - ma fortemente probabile: a Ferrara firma l'affresco dell'Assunzione con la scritta Serafino de Mutina me pin.
Attivo soprattutto in pianura padana, gli è tuttavia attribuito anche un dittico nella Cattedrale di Santa Maria Maggiore a Barletta. E' suo il polittico absidale del duomo di Modena con l'Incoronazione della Vergine, la crocefissione e i santi. E' autore di diversi dipinti presso la Cappella Bonacolsi a Mantova e di alcuni affreschi nella cappella Gonzaga della Chiesa di San Francesco, sempre a Mantova, di due tavolette con i Santi Apostoli al Museo della Città di Rimini, e del sopracitato affresco dell'Assunzione presso Casa Romei a Ferrara.
Leggiamo Fausto Varini in "Atti e Memorie" della Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi, vol. 26 del 2004 alle pp. 7-8:
"Tornando al Duomo di Modena, recuperiamo l'opera di quell'altro pittore modenese legato in modo indissolubile a Tommaso [Barisini, ndt]: Serafino Serafini. Alla Pala d'altare con l'Incoronazione della Vergine per lungo tempo si è stretta la fama di Serafino, sola testimonianza della sua opera pittorica e unica prova tangibile della sua attività sia a Modena come altrove. Ma dall'attribuzione da parte del Longhi, in occasione di una ormai famosa mostra tenutasi a Ferrara nel 1933 dell'affresco rappresentante il Trionfo di Sant'Agostino (Ferrara, Pinacoteca Nazionale di Palazzo dei Diamanti) come opera del maestro Serafini, si è venuto pian piano a ricostruire una parte non indifferente dell'attività pittorica di questo autore modenese, che operò nella seconda metà del Trecento nel cuore della Pianura Padana".
Come di consueto, il volume è consultabile presso la Biblioteca alle condizioni di Regolamento.
L'immagine in alto rappresenta San Luigi di Tolosa ordinato vescovo da papa Bonifacio VIII, ubicata presso la Chiesa di San Francesco a Mantova ed è tratta da Wikipedia.
Come di consueto, il volume è consultabile presso la Biblioteca alle condizioni di Regolamento.
L'immagine in alto rappresenta San Luigi di Tolosa ordinato vescovo da papa Bonifacio VIII, ubicata presso la Chiesa di San Francesco a Mantova ed è tratta da Wikipedia.
venerdì 13 aprile 2018
I muri di Maria
L'orazione riportata è "la più antica preghiera rivolta a Maria tramandataci dalla tradizione. In tempi recenti sono stati decifrati e pubblicati papiri egiziani della fine del II secolo, con questa invocazione a Maria in forma leggermente più ridotta".
La spiegazione si legge in epigrafe al bellissimo testo di Riccardo Frignani e Chiara Toschi Cavaliere, I muri di Maria. Tradizioni iconografiche e devozione popolare a Ferrara. Il libro, uscito nel 1988 per i tipi di Liberty House, presenta una completa ricognizione delle immagini mariane visibili sulle facciate degli edifici cittadini.
Leggiamo, dall'introduzione di Chiara Toschi Cavaliere: "I santuari mariani, solo in Italia, sono 1539. Ad ognuno corrisponde una diversa Madonna che si ripete in infinite repliche di se stessa. Di Madonne ferraresi, nello scenario ufficiale dell'arte, potremmo contarne più di mille, comprese le protettrici dagli eventi calamitosi come la Deipara del Garofalo o la Vergine di S. Rocco del Guercino. C'è poi tutta un'immagineria minore di "miracolose", nelle chiese, che sorpassa il centinaio". Il libro, impreziosito dalla presentazione del biblista Elios Giuseppe Mori, presenta un ampio apparato fotografico e un preciso stradario attraverso cui individuare correttamente le immagini mariane presenti sui muri della città.
mercoledì 11 aprile 2018
Giovanni Fontana, vescovo di Ferrara (1590-1611)
Lorenzo Paliotto, storico diocesano di chiara fama, è
autore di numerose pubblicazioni sulla storia del Seminario e su Ferrara nel
periodo della Devoluzione. Tra le
principali, ricordiamo Il
Seminario di Ferrara, notizie e documenti; Le Cinquecentine del
Seminario di Ferrara; Comacchio all'indomani del
Concilio di Trento; Ferrara nel Seicento.
Quotidianità tra potere legatizio e governo pastorale; Clero e non solo. Il
Settecento religioso ferrarese. Qui lo citiamo come autore della settimana
pubblicazioni promossa dal Seminario, Giovanni Fontana vescovo di
Ferrara (1590-1611).
Leggiamo dalla prefazione di mons. Danillo Bisarello, al tempo economo e "promoter" di numerose pubblicazioni: "Una parte della letteratura storica della nostra Chiesa si presenta ora con lo studio dell'amico don Lorenzo Paliotto, che mette in luce l'onore e la virtù di un suo pastore. L'essenzialità del linguaggio usato dall'Autore, insieme con l'analisi cronologica dell'infaticabile azione pastorale, mostrano Giovanni Fontana vivo e operante, al tramonto dell'umanesimo, per riportare Cristo nel cuore della persona e la persona nel cuore di Cristo: un movimento reso evidente dalla sua quotidiana vita di preghiera, dalla costante attenzione ai poveri e ai mendicanti, dalla personale disponibilità verso il clero e i laici sino a manifestarsi nella cura degli edifici sacri alla luce della nuova età barocca".
Il volume è uscito nel 2002 per le edizioni Cartografica Artigiana, e consultabile presso la nostra Biblioteca alle condizioni di regolamento.
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