domenica 1 aprile 2018
mercoledì 28 marzo 2018
La Regola del Seminario
"Poichè il Seminario Arcivescovile dell'Annunciazione non era più stato provvisto di Progetto educativo e Regola di vita, dopo quello promulgato dall'Arcivescovo Natale Mosconi e dando piena attuazione a quanto già l'Arcivescovo Luigi Maverna aveva iniziato, l'Arcivescovo Carlo Caffarra ha ritenuto necessario preparare un nuovo progetto educativo e Regola di vita.
Nominata così una commissione di sacerdoti che ne hanno preparato la bozza assieme ai Superiori del Seminario, a norma del can. 243 del Codice di Diritto Canonico e avuto parere favorevole dal Consiglio Presbiterale, il 25 marzo 1999 (Festa dell'Annunciazione del Signore) veniva promulgato il "Progetto educativo e Regola di vita per la formazione dei presbiteri nella Chiesa di Ferrara-Comacchio". La Regola è stata edita in questa pubblicazione e viene distribuita ai Seminaristi, i quali sono tenuti all'osservanza di quanto ivi prescritto".
(dalla presentazione offerta nel sito ufficiale del Seminario).
La pubblicazione è attualmente fuori catalogo, ma consultabile presso la nostra Biblioteca secondo le modalità che regola la fruizione del fondo locale.
martedì 27 marzo 2018
Ancora su Santa Maria di Betlemme
Il recente post dedicato alla struttura ospedaliera organizzata dai cavalieri templari presso la magione di Mizzana ha destato notevole interesse. Nel ringraziare i lettori per la benevola attenzione, abbiamo cercato altre tracce bibliografiche della chiesa di Santa Maria di Betlemme. Ne fa cenno ad esempio Marcella Marighelli, nel bel contributo su Il boschetto degli ammorbati, presente nel volume Porotto nella storia, uscito nel 2003 per la Liberty House di Lucio Scardino. L'argomento è quello della situazione epidemiologica nella Ferrara del Quattrocento, con puntuale riferimento alla peste: "Nel primo Quattrocento la città, in cui l'assistenza sanitaria pubblica era sull'orlo del collasso, non era preparata ad affrontare sciagure di immane portata come le epidemie. Nel 1436 ad esempio, il Comune seguendo il suggerimento del marchese Leonello diffuse la notizia dell'imminente costruzione di un lazzaretto e deliberò che, nel frattempo, gli appestati fossero accolti nel lebbrosario di San Lazzaro e nell'ospedale annesso alla precettoria gerosolimitana di Santa Maria di Betlem in Mizzana, dove, nonostante le lagnanze dei frati, continuò ad inviare i sospetti ed i colpiti dal morbo anche nel 1457 e nel 1463".
L'intero articolo è consultabile in Biblioteca, in versione cartacea, oppure scaricabile a questo link.
Un'altra noticina interessante si è trovata nella Descrizione delle Pitture e Sculture della città di Ferrara di Carlo Brisighella, segnatamente nell'addizione del Baruffaldi sui luoghi più insigni e pubblici della città di Ferrara, alla pagina 601 della curatissima edizione di Maria Angela Novelli (Ferrara, Spazio Libri, 1991): "Altrimenti veniva questa villa chiamata Belieme e Belteme, ed aveva la chiesa già edificatavi da Guglielmo Abelardi [sic]. Questa, che presentemente vi si vede è modernamente fabbricata. L'altare di S. Antonio da Padova ha uno de' migliori quadri che già mai sieno stati dipinti da Costanzo Catanio".
Sfortunatamente, si apprende in nota, il quadro rimane non identificato, e non citato da altre guide.
giovedì 22 marzo 2018
Un ospedale templare a Ferrara: Santa Maria di Betlemme in Mizzana
Sull'ipotesi che la chiesa parrocchiale di Mizzana sia stata una fondazione templare con annesso ospedale per pellegrini sussistono pochi dubbi. Di seguito alcune indicazioni bibliografiche sull'argomento.
"Proprio negli anni '40 del secolo XII, che segnano in Ferrara un assetto di forte autonomia comunale, e a cavallo della seconda crociata, in questo settore nord/ovest di approdo alla città, il più significativo per i flussi dalla Lombardia, dall'Emilia e dal Veneto, si vanno a situare, in Mizzana, l'ospedale dei templari presso S. Maria di Betlemme e quello dei canonici regolari di S. Frediano di Lucca presso S. Siro, mentre il nosocomio di S. Matteo (forse contemporaneo, e qualificato vescovile nel 1187) passa, tra il 1192 e il 1228, al robusto e specializzato ordine dei crocigeri di Bologna", A. Samaritani L'area medievale degli ospedali per pellegrini a Ferrara, Analecta Pomposiana n.17-18, 1994 pp. 5-20.
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Ne parla successivamente Paolo Sturla Avogadri, sul Bollettino della Ferrariae Decus n. 5 1994, suffragando l'ipotesi con le seguenti argomentazioni:
"a) la chiesa con annesso ospizio era appartenuta all'Ordine degli Ospedalieri di S. Giovanni e, anche se risultava esistere già nel 1146, non risultavano documenti antecedenti al 1312, anno della devoluzione dei beni templari
b) la sua costruzione era a pianta rotonda, a somiglianza del Santo Sepolcro di Gerusalemme che spesso è riprodotto nei sigilli templari
c) era dedicata a S. Maria, come solitamente facevano i Templari, contrariamente agli Ospedalieri per S. Giovanni" (passim, per ulteriori considerazioni).
X
Su un altro Bollettino della Ferrariae Decus, segnatamente il n. 13 del 1998, è Silio Sarpi ad esprimersi così:
"La chiesa, sia nella forma rotonda, a somiglianza del Santo Sepolcro di Gerusalemme e sia nella dedicazione a S. Maria di Betlemme, voleva ricordare fabbriche e luoghi della Terrasanta, ben noti ai reduci della prima Crociata. Ma anche Guglielmo III degli Adelardi, dopo il padre, intervenne a Mizzana nel pantheon di famiglia. A lui con ogni probabilità va attribuita l'aggiunta alla chiesa del portico e non è azzardato supporre che quivi sia stato egli pure sepolto"
La foto è tratta dalla pagina di Wikipedia.
Tutte le fonti citate sono consultabili presso la Biblioteca.
martedì 20 marzo 2018
Un libro ebraico
Questo "Formulario delle orazioni degli israeliti di rito italiano" di Samuel David Luzzatto uscì per la prima volta a Vienna nel 1819. L'edizione in nostra custodia venne pubblicato nel 1866 a Mantova, dalla "Tipografia Benvenuti condotta da E. Caranenti imprenditore", con l'aggiunta di un "sunto delle orazioni dei giorni feriali pei giovanetti per M. Mortara rabbino maggiore".
Il volume si presenta vergato in più parti da scritte a matita, purtroppo spesso incomprensibili. Nella prima pagina del senso di lettura "corrente" (in pratica, l'ultima nel senso di lettura ebraico), si legge: "Nella mattina del 12 dicembre 1920 alle ore 1 antimeridiana corrispondente all'era ebraica il I° di Tevet 5681 la nostra casa fu rallegrata dalla nascita di una mia figlia [...] di nome Cesarina Elisa Enrichetta [...]
Berto Saralvo, Adriana Saralvo, Gina Saralvo"
Ancora, nella pagina antistante il frontespizio si legge: "23 giugno corrispondente al 1933 (29 Sivan 5693) passò da questa a miglior vita assistita dai suoi cari la mia adorata madre dopo 33 mesi di lunghe sofferenze. Pace all'anima sua. Amen amen amen. Berto e Adriana il 23 11 33"
Si può prendere visione del prezioso volume presso la nostra sede, negli orari di apertura al pubblico.
lunedì 19 marzo 2018
Lessico: la talassocrazia
Nel post di approfondimento dedicato alle origini mitiche delle terre del delta, abbiamo riferito all'abitato di Spina il termine talassocrazia. Cosa si intende, precisamente, con questa parola? L'uso del termine è probabilmente limitato all'ambito archeologico, l'etimologia è abbastanza intuitiva: talasso in greco è il mare, e -crazia è suffisso ben noto nei termini di uso comune democrazia, teocrazia, plutocrazia eccetera. Si trattava dunque di civiltà che si avvantaggiarono, nel fondare il loro dominio, da una posizione strategica sul mare.
Qui di seguito alcuni link che illustrano origine e significato del termine:
giovedì 15 marzo 2018
Mons. Ruggero Bovelli: quarant'anni di episcopato nelle vicende ecclesiali e politiche della prima metà del novecento
Il quinto volume pubblicato dal Seminario Arcivescovile è una monografia su mons. Bovelli curata da Amerigo Baruffaldi, che abbiamo già incontrato quale curatore della seconda parte della Chiesa di Ferrara nella storia della città e del suo territorio.
Il libro che presentiamo oggi a partire dalla biografia di Bovelli e dalla sua ecclesiologia espone la difficile realtà religiosa della chiesa ferrarese negli anni del fascismo e della guerra, prima, e della Liberazione poi.
Leggiamo dalla premessa: «Questo libro nasce dalla convinzione, da tempo acquisita, che la figura di mons. Bovelli, arcivescovo di Ferrara dal 1930 al 1954, necessiti di ulteriori studi che tengano conto dell'eccezionalità dei tempi in cui il Presule visse, e che adeguatamente illustrino l'azione religiosa e civile da lui svolta per il bene spirituale della Chiesa ferrarese, a tutela e a difesa della città di Ferrara, in anni particolarmente luttuosi e funesti della sua storia recente».
Il volume è stato pubblicato nel 2001 per le Edizioni Cartografica, e come le altre pubblicazioni della collezione è consultabile presso la biblioteca, agli orari e condizioni di Regolamento.
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