mercoledì 11 aprile 2018

Giovanni Fontana, vescovo di Ferrara (1590-1611)


Lorenzo Paliotto, storico diocesano di chiara fama, è autore di numerose pubblicazioni sulla storia del Seminario e su Ferrara nel periodo della Devoluzione. Tra le principali, ricordiamo Il Seminario di Ferrara, notizie e documentiLe Cinquecentine del Seminario di FerraraComacchio all'indomani del Concilio di TrentoFerrara nel Seicento. Quotidianità tra potere legatizio e governo pastoraleClero e non solo. Il Settecento religioso ferrarese. Qui lo citiamo come autore della settimana pubblicazioni promossa dal Seminario, Giovanni Fontana vescovo di Ferrara (1590-1611). 
Leggiamo dalla prefazione di mons. Danillo Bisarello, al tempo economo e "promoter" di numerose pubblicazioni: "Una parte della letteratura storica della nostra Chiesa si presenta ora con lo studio dell'amico don Lorenzo Paliotto, che mette in luce l'onore e la virtù di un suo pastore. L'essenzialità del linguaggio usato dall'Autore, insieme con l'analisi cronologica dell'infaticabile azione pastorale, mostrano Giovanni Fontana vivo e operante, al tramonto dell'umanesimo, per riportare Cristo nel cuore della persona e la persona nel cuore di Cristo: un movimento reso evidente dalla sua quotidiana vita di preghiera, dalla costante attenzione ai poveri e ai mendicanti, dalla personale disponibilità verso il clero e i laici sino a manifestarsi nella cura degli edifici sacri alla luce della nuova età barocca".
Il volume è uscito nel 2002 per le edizioni Cartografica Artigiana, e consultabile presso la nostra Biblioteca alle condizioni di regolamento.

lunedì 9 aprile 2018

Quando era ancora lontano, il Padre lo vide: Don Cartesio Cisterna nei ricordi di padre Talmelli


I più "anta" tra i lettori certamente ricorderanno don Cartesio Cisterna, parroco di Gaibana e confessore in Cattedrale, una sorta di "Curato d'Ars" che ha attraversato il Novecento diocesano ferrarese (1902-1992). Fu il mio insegnante di religione alle scuole elementari, ancora ne ricordo il passo svelto e la severa talare.
Alla figura di don Cartesio, padre Raffaele Talmelli ha dedicato un volumetto uscito nel 2005 per le edizioni Cantagalli di Siena, Quando era ancora lontano il Padre lo vide. Nel libro, testimonianze personali e foto originali dall'infanzia a Voghenza, alla nomina a monsignore, fino all'incontro con papa Wojtyla nella "storica" visita alla diocesi del 1990.
Il volume fa parte del fondo locale ed è perciò consultabile unicamente in sede.

venerdì 6 aprile 2018

Un affresco trecentesco nel convento di sant'Andrea


Leggiamo ancora qualche particolare riguardante il perduto convento agostiniano di sant'Andrea. L'articolo di cui riportiamo la parte iniziale è Problemi iconologici di un dipinto ferrarese del XVI secolo di Letizia Lodi, tratto dal volume Cultura figurativa ferrarese tra XV e XVI secolo, ed. Corbo e Fiore, Venezia 1981.
"L'affresco (cm. 587x556) che rappresenta il Trionfo di S. Agostino, proveniente dalla soppressa chiesa di S. Andrea a Ferrara, nella quale decorava la prima Cappella a destra, fondata da Buonsostegno e Giorgio Marinetti nel 1378, si trova ora nella Pinacoteca della città. 
La composizione era originariamente scompartita su tre fasce: la superiore con S. Agostino in cattedra fra i dottori della Chiesa da un lato, e i filosofi pagani dall'altro; la mediana raffigurante le sette Virtù che opprimono i corrispondenti contrari; l'inferiore che rappresentava le sette Arti liberali e i personaggi famosi, che si erano distinti in esse. Di quest'ultima fascia rimane oggi solo un frammento con la Musica e l'Astronomia (ora in restauro); varie vicissitudini, fra cui, principalmente, l'apertura di una porta nella parete hanno totalmente distrutto il resto. E' però possibile immaginare, sia pur sommariamente, l'affresco prima della perdita della parte inferiore, dato che un acquerello, eseguito nei primi anni del '900 dal pittore Girolamo Domenichini, lo mostra nella sua integrità (escluse naturalmente le lacune dovute all'apertura della porta avvenuta presumibilmente quattro secoli prima). L'autore della complessa figurazione allegorico-didascalica può essere identificato in Serafino de' Serafini, artista modenese attivo a Ferrara nella seconda metà del sec. XIV: l'affresco infatti è databile all'incirca intorno al 1378".
Il volume è consultabile in biblioteca, alle modalità del regolamento.
*l'immagine è tratta dal sito delle Gallerie estensi che ringraziamo

mercoledì 4 aprile 2018

Analecta Pomposiana




Nel maggio del 1964, l'allora Diocesi di Comacchio promuoveva il 1° Convegno Internazionale di Studi Storici Pomposiani. "Fulcro" del Convegno era ovviamente l'omonima abbazia, monasterium modo in Italia primum al dire di Guido Monaco, alla quale vennero dedicate le 26 relazioni raccolte nel 1° volume di Analecta Pomposiana. La prestigiosa rivista, al tempo edita a cura del Centro Italiano di Studi Pomposiani, dal n. 26 del 2001 entra tra le collane promosse dal Seminario Arcivescovile e viene pubblicato da Cartografica Artigiana.
Il n. 26, titolato "Studi vari", offre ai lettori i seguenti studi:
A. Samaritani, La struttura giuridico-istituzionale del monastero fruttuariense di San Romano in Ferrara nella politica cittadina dei Marchesella-Estensi e dei da Molin di Venezia. Da recenti reperimenti archivistici dei secoli XI-XIII
E. Peverada, Gli Olivetani in San Giorgio di Ferrara. Note e documenti per il sec. XV
G.L. Bruzzone, Alcune lettere del cardinale Giovanni Stefano Donghi
A. Faoro, Ancora sulle Oblate Agostiniane della Beata Chiara di Montefalco
G.L. Masetti Zannini, Dalle veglie massoniche alle nuove confische nelle parrocchie di Cervia nel Ferrarese
M. Bianco, Saggio di indicizzazione del fondo Visite Pastorali dell'Archivio Storico Diocesano: parrocchie urbane di Ferrara e del Bondenese nei secoli XV-XVII

Volume consultabile in sede, alle condizioni che regolano l'accesso al fondo ferrarese

domenica 1 aprile 2018

mercoledì 28 marzo 2018

La Regola del Seminario


"Poichè il Seminario Arcivescovile dell'Annunciazione non era più stato provvisto di Progetto educativo e Regola di vita, dopo quello promulgato dall'Arcivescovo Natale Mosconi e dando piena attuazione a quanto già l'Arcivescovo Luigi Maverna aveva iniziato, l'Arcivescovo Carlo Caffarra ha ritenuto necessario preparare un nuovo progetto educativo e Regola di vita.
Nominata così una commissione di sacerdoti che ne hanno preparato la bozza assieme ai Superiori del Seminario, a norma del can. 243 del Codice di Diritto Canonico e avuto parere favorevole dal Consiglio Presbiterale, il 25 marzo 1999 (Festa dell'Annunciazione del Signore) veniva promulgato il "Progetto educativo e Regola di vita per la formazione dei presbiteri nella Chiesa di Ferrara-Comacchio". La Regola è stata edita in questa pubblicazione e viene distribuita ai Seminaristi, i quali sono tenuti all'osservanza di quanto ivi prescritto".
(dalla presentazione offerta nel sito ufficiale del Seminario).
La pubblicazione è attualmente fuori catalogo, ma consultabile presso la nostra Biblioteca secondo le modalità che regola la fruizione del fondo locale.

martedì 27 marzo 2018

Ancora su Santa Maria di Betlemme



Il recente post dedicato alla struttura ospedaliera organizzata dai cavalieri templari presso la magione di Mizzana ha destato notevole interesse. Nel ringraziare i lettori per la benevola attenzione, abbiamo cercato altre tracce bibliografiche della chiesa di Santa Maria di Betlemme. Ne fa cenno ad esempio Marcella Marighelli, nel bel contributo su Il boschetto degli ammorbati, presente nel volume Porotto nella storia, uscito nel 2003 per la Liberty House di Lucio Scardino. L'argomento è quello della situazione epidemiologica nella Ferrara del Quattrocento, con puntuale riferimento alla peste: "Nel primo Quattrocento la città, in cui l'assistenza sanitaria pubblica era sull'orlo del collasso, non era preparata ad affrontare sciagure di immane portata come le epidemie. Nel 1436 ad esempio, il Comune seguendo il suggerimento del marchese Leonello diffuse la notizia dell'imminente costruzione di un lazzaretto e deliberò che, nel frattempo, gli appestati fossero accolti nel lebbrosario di San Lazzaro e nell'ospedale annesso alla precettoria gerosolimitana di Santa Maria di Betlem in Mizzana, dove, nonostante le lagnanze dei frati, continuò ad inviare i sospetti ed i colpiti dal morbo anche nel 1457 e nel 1463".
L'intero articolo è consultabile in Biblioteca, in versione cartacea, oppure scaricabile a questo link.

Un'altra noticina interessante si è trovata nella Descrizione delle Pitture e Sculture della città di Ferrara di Carlo Brisighella, segnatamente nell'addizione del Baruffaldi sui luoghi più insigni e pubblici della città di Ferrara, alla pagina 601 della curatissima edizione di Maria Angela Novelli (Ferrara, Spazio Libri, 1991): "Altrimenti veniva questa villa chiamata Belieme e Belteme, ed aveva la chiesa già edificatavi da Guglielmo Abelardi [sic]. Questa, che presentemente vi si vede è modernamente fabbricata. L'altare di S. Antonio da Padova ha uno de' migliori quadri che già mai sieno stati dipinti da Costanzo Catanio".
Sfortunatamente, si apprende in nota, il quadro rimane non identificato, e non citato da altre guide.

Scoperto un nuovo affresco nella chiesa di Sant'Antonio in Polesine, a Ferrara

  Un importante restauro sta avendo luogo presso il convento ferrarese delle Monache Benedettine, sant'Antonio in Polesine . Qui Federic...